(AGENPARL) - Roma, 13 Aprile 2026 - . «L’aggressione verbale al Santo Padre da parte di chi guida la principale potenza mondiale è un atto che offende la coscienza di milioni di credenti e ferisce le fondamenta stesse della nostra civiltà. Papa Leone ha fatto ciò che la sua missione gli impone: ha invocato la pace e ha detto che minacciare di annientamento un intero popolo non è accettabile. Per tutta risposta è stato insultato pubblicamente, perché una voce libera e autorevole che chiede pace mette a nudo l’impotenza di chi conosce soltanto il linguaggio della forza», dichiara il Vicepresidente della Camera dei Deputati Sergio Costa.
«Il tempismo di questo attacco rivela il suo vero scopo. Arriva nelle stesse ore in cui i negoziati sull’Iran falliscono dopo ventuno ore di trattative, il blocco dello Stretto di Hormuz trascina l’economia mondiale verso la recessione con il petrolio sopra i cento dollari al barile, e in Ungheria il popolo travolge alle urne uno dei principali alfieri del populismo di destra globale. Chi non sa governare le crisi che ha provocato, aggredisce la più alta autorità morale del pianeta per distogliere l’attenzione dai propri fallimenti», prosegue Costa.
«L’Italia non può restare in silenzio. Meloni non si limiti ad augurare buon viaggio al Santo Padre ma sia solidale con lui per gli attacchi ricevuti e prende le distanze da chi sta trascinando il mondo in un conflitto che già oggi mette a rischio la sicurezza e il futuro delle famiglie italiane», conclude Costa.