(AGENPARL) - Roma, 10 Aprile 2026 - “Ieri, durante l’informativa del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento, Giuseppe Conte ha attaccato il governo annunciando che il M5S tornerà a Palazzo Chigi alle prossime elezioni politiche. Una dichiarazione che merita una risposta semplice: gli italiani sanno già cosa succede quando il Movimento 5 Stelle governa. Lo sanno perché lo hanno vissuto sulla propria pelle. Il Reddito di Cittadinanza, bandiera identitaria del M5S, è costato 34,5 miliardi di euro di soldi pubblici. Una misura costruita sull’autocertificazione, senza controlli preventivi, che ha permesso a chiunque di accedere al sussidio semplicemente dichiarando il falso. Tra i casi più emblematici, quello di stranieri che venivano appositamente in Italia per richiedere il sussidio e, una volta incassato, tornavano nel loro paese di origine. Una norma scritta talmente male da diventare un invito alla truffa. E i risultati? Nessuna occupazione stabile creata, lavoro sommerso alimentato, dipendenza assistenziale prodotta invece di percorsi reali di reinserimento. Per non farsi mancare nulla, il M5S aveva anche creato i navigator: quasi 3.000 figure professionali, pagate con 500 milioni di euro di soldi pubblici, che avrebbero dovuto accompagnare i percettori del reddito di cittadinanza nella ricerca di lavoro. Risultato: un flop certificato. Solo il 3,5% dei beneficiari ha trovato un’occupazione attraverso di loro, quasi sempre a tempo determinato e già scaduta dopo pochi mesi. I navigator un posto di lavoro lo avevano trovato: il loro. Ma anche quello era precario, contratti di collaborazione a tempo determinato, non rinnovati alla scadenza. Il M5S con 500 milioni di euro di soldi pubblici non ha creato occupazione stabile per i poveri, ma nemmeno per chi doveva aiutarli a trovare lavoro. Il Superbonus 110%, altra creatura grillina, ha bruciato oltre 170 miliardi di euro di denaro pubblico in tre anni, circa il 3% del PIL annuo. Qualcuno sostiene che quei soldi siano rientrati grazie alla crescita economica e all’occupazione generata. La Banca d’Italia smentisce questa narrazione con i numeri: secondo lo studio ufficiale della Banca d’Italia (Questioni di Economia e Finanza, n. 860, giugno 2024), per ogni euro speso dallo Stato il PIL è cresciuto tra i 70 e i 90 centesimi. Il moltiplicatore è inferiore a uno e la misura è, per stessa ammissione della Banca d’Italia, ben lontana dal ripagarsi da sé. La stessa Banca d’Italia calcola inoltre che almeno 45 miliardi rappresentano pura perdita secca: soldi regalati per lavori che i privati avrebbero fatto comunque, senza un euro di incentivo statale. A questo si aggiunge il capitolo delle truffe, reso possibile da una norma scritta male e con controlli inesistenti. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha dichiarato in audizione parlamentare che sono stati individuati 9 miliardi di euro di crediti d’imposta irregolari, di cui 3,6 miliardi già sequestrati dall’autorità giudiziaria. Lavori mai eseguiti, immobili frazionati ad arte, crediti fittizi venduti alle banche: una prateria per i furbi, costruita dal M5S con soldi dei contribuenti onesti. In più, la Corte dei Conti ha certificato che i benefici si sono concentrati nelle classi a più alto reddito, e la Banca d’Italia ha dimostrato che chi ha usato il Superbonus guadagnava mediamente di più di chi non ne aveva usufruito. Al Sud la differenza era ancora più marcata: i beneficiari guadagnavano in media il 50% in più rispetto agli altri cittadini. Altro che misura per i più deboli. Questo governo ha ereditato tutto questo e ha lavorato per riportare i conti in ordine. Non è stato indolore. Non poteva esserlo, dopo anni in cui qualcuno aveva convinto gli italiani che i soldi pubblici non finissero mai. Conte ieri parlava di futuro. Sarebbe più onesto parlare del conto che ha lasciato”.
Lo dichiara il vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti.