(AGENPARL) - Roma, 9 Aprile 2026 - Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha riconosciuto che alcuni Paesi membri dell’Alleanza non hanno soddisfatto le aspettative durante la recente crisi militare con l’Iran, pur sottolineando che la maggioranza degli Stati europei ha rispettato i propri impegni.
Intervistato nel programma “The Lead” della CNN, Rutte ha risposto a una domanda diretta del giornalista Jake Tapper, ammettendo che all’interno della NATO si sono registrate differenze significative nei livelli di contributo.
“Alcuni sì”, ha dichiarato riferendosi ai Paesi che non hanno superato la prova, aggiungendo però che “la grande maggioranza dei Paesi europei ha mantenuto le promesse fatte”.
Rutte ha evidenziato come il supporto europeo sia stato determinante per consentire agli Stati Uniti di condurre le operazioni contro l’Iran.
Secondo il segretario generale, la NATO non è solo un sistema di difesa collettiva per l’Europa, ma anche un pilastro della sicurezza americana. “Gli Stati Uniti hanno bisogno di un Atlantico sicuro, di un Artico sicuro e di un’Europa sicura per garantire la propria sicurezza interna”, ha spiegato.
In questo senso, l’Alleanza rappresenta anche una piattaforma strategica che consente a Washington di proiettare potenza a livello globale.
Le dichiarazioni di Rutte riflettono un quadro complesso, in cui emergono tensioni interne all’Alleanza:
Pur evitando di indicare esplicitamente i Paesi inadempienti, Rutte ha riconosciuto che la situazione non è “bianca o nera”, ma caratterizzata da sfumature e responsabilità distribuite.
Il segretario generale ha anche mostrato comprensione per le critiche provenienti dagli Stati Uniti, dove alcuni esponenti politici hanno espresso frustrazione per il contributo limitato di alcuni alleati europei.
Allo stesso tempo, ha difeso il ruolo complessivo dell’Europa, ribadendo che la maggioranza dei membri ha rispettato gli impegni e contribuito al successo delle operazioni.
Le parole di Rutte mettono in luce le sfide che la NATO deve affrontare in un contesto geopolitico sempre più instabile. Se da un lato l’Alleanza resta un pilastro della sicurezza occidentale, dall’altro emergono crepe nella coesione interna, soprattutto quando si tratta di condividere oneri e responsabilità.
Il futuro della NATO dipenderà dalla capacità dei suoi membri di rafforzare la cooperazione e ridurre le divergenze, evitando che episodi come quello della crisi con l’Iran compromettano la credibilità e l’efficacia dell’Alleanza.
