(AGENPARL) - Roma, 8 Aprile 2026 - “Vivo dispiacere per il vicepresidente della Camera, Onorevole Giorgio Mulè, quando esprime tutta la propria amarezza per essere finito nel reticolo diffamatorio di stampa di parte relativa all’indagine del caso Amico sui rapporti “mafia- politica”. Non indagato e non coinvolto in alcun modo, l’Onorevole Mulè trova stamane il suo nome confuso nell’inchiesta, in base ad un’intercettazione di cinque anni fa in cui un mafioso ha millantato di conoscerlo e di avergli parlato. Dopo cinque anni l’intercettazione da sola sarebbe sufficiente mettere in connessione il suo nome alla rete criminale e a parlare di lui come ‘amico del mafioso pentito’? Antonio Di Pietro e i Comitati per il Si’ al Referendum Giustizia, primo fra tutti quelli dedicato a Tortora, avevano avvertito: la Riforma avrebbe potuto correggere certe distorsioni. Sappiamo come è andata, ma auspichiamo ora che non si debba assistere ad una deriva recrudescente di mancate garanzie e vendette trasversali”.
Lo dichiara in una nota Cristina Rossello, deputata di Forza Italia.