(AGENPARL) - Roma, 8 Aprile 2026 - “La parola mafia abbinata a Giorgio Mule’ e’ quanto di piu’ vigliacco e lontano dalla verità’ che mi sia mai capitato di leggere. O Il Fatto Quotidiano ha particolari entrature nelle varie porte o portoni della Cupola, cosi da sapere le segrete cose che poi riporta ai soliti giudici sinistrorsi, oppure Mule’ da’ così fastidio che bisogna fermarlo a tutti i costi. Questa è solo vendetta. Una brutta vendetta per un referendum che l’ha visto stendere, con argomentazioni serie e comprovate, qualunque professionista della calunnia gli abbiano messo davanti. Dire la verità si paga. Il fuoco incrociato, amico ma non amico, lo lascia comunque sempre in piedi. Chi lo attacca non lo conosce. I mafiosi non sono solo quelli che sparano, lo sappiamo tutti. Lo sono anche i politici e i giornalisti che usano le mezze frasi e le mezze penne (perché quelle usano) per tentare di indebolire chi si vergognerebbe di vivere nell’ombra, dove invece si nascondono loro. E’ una persona perbene, Giorgio Mule’. Provate a guardarvi intorno. Girate il periscopio. State sbagliando obiettivo. Come mai vi capita così spesso?”.
Così in una nota Rita Dalla Chiesa, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.
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