(AGENPARL) - Roma, 8 Aprile 2026 - “Per la seconda volta un imprenditore ha raccontato in esame testimoniale davanti alla Commissione Covid di aver incontrato l’avvocato Luca Di Donna, qualificatosi come collega di studio dell’allora presidente del Consiglio Conte. Di Donna gli avrebbe prospettato di essere in grado di risolvere i problemi esistenti tra lui e la struttura commissariale e di potergli procurare nuovi contratti per la fornitura di materiale necessario a fronteggiare l’emergenza a fronte di un contratto di consulenza con percentuali abnormi sul fatturato, in quest’ultimo caso il 10%. L’ing. Dario Bianchi oggi ha riferito di aver avuto ben tre incontri con l’avv. Di Donna, presso lo studio del prof. Alpa e anche presso l’abitazione del legale. È inquietante anche quanto l’ingegnere ha riferito su ciò che è avvenuto a seguito del suo rifiuto di accettare tale presunta consulenza: non solo non ha avuto nuovi contratti nonostante la grande necessità di materiale per l’emergenza, ma ha subito ogni sorta di controlli e un improvviso cambiamento nei controlli sulla merce fornita per un contratto precedente, che è finita bloccata e non pagata; addirittura non venivano aperte le Pec che l’azienda di Bianchi inviava alla struttura commissariale. Il tutto mentre la struttura stessa acquistava a caro prezzo grandi quantità di mascherine non a norma da aziende cinesi. Va fatta chiarezza sui motivi di tali evidenti differenze di trattamento. Non ci fermeremo”.
Così in una nota Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia.