(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - – Nella scuola, sul precariato serve una svolta. A chiederla è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che oggi si è rivolto al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, perché attraverso il Governo proceda con un decreto legge risolutivo del problema endemico della supplentite e risponda in tal modo alle procedure di infrazione attivate dalla Commissione Europea, dopo la fine del PNRR, a partire dalla proposta di legge S 545 presentata in Parlamento nel 2023.
“Dopo dodici concorsi consecutivi, dieci anni dopo la Buona scuola e al termine del PNRR – spiega Pacifico – continua ad aumentare il numero dei precari (ormai stabile oltre le 200 mila unità), da una parte per il cronico utilizzo di posti in deroga su sostegno (50% dell’organico) – al fine di risparmiare con gli scatti di anzianità e sulle mensilità estive (120 mila supplenti) per i docenti e con il blocco del turn over per il personale ATA al 70% (40 mila posti vacanti) -, dall’altra per il blocco del doppio canale di reclutamento attraverso i ruoli dati dallo scorrimento delle attuali graduatorie per le supplenze (GPS) su posto comune”.
“Nel frattempo – continua Pacifico –, la Commissione Europea ha aperto due procedure di infrazione: la prima (2124/2010) trasformata in ricorso sanzionatorio (C-155/25) contro l’Italia per l’elusione della direttiva europea 70/99 e la seconda (2277/2024) sulla disparità di trattamento economica tra personale precario e di ruolo. E anche il Comitato europeo dei diritti sociali (CESD), su reclamo dell’Anief, ha condannato il nostro Paese per l’assenza di misure atte a prevenire l’abuso dei contratti a termine, per norme discriminatorie (159/2018) e per la violazione anche della carta sociale europea sul diritto allo studio degli studenti con disabilità (200/2021)”.
Secondo il presidente dell’Anief, le soluzioni sarebbero semplici: “Già una volta – ricorda Marcello Pacifico – la Corte di Cassazione (22552/16 ex plurimis) e la Corte costituzionale (187/2016) hanno individuato nel doppio canale di reclutamento (poi sospeso) lo strumento per evitare l’abuso dei contratti a termine, mentre l’attuale mole di risarcimenti disposte dai giudici del lavoro dovrebbe convincere infine il Parlamento a finanziare le risorse per autorizzare le assunzioni su tutti i posti vacanti e per garantire la parità di trattamento economico e giuridica in sede contrattuale”.
“Sarebbe l’occasione, peraltro, per collegare il sistema di reclutamento a un nuovo sistema di formazione iniziale dopo la fine del PNRR per unire fabbisogno a qualità, a fine legislatura. La proposta attuale S 545 presentata dalla senatrice Bucalo (FdI) a inizio legislatura, attualmente all’esame della VII Commissione del Senato, potrebbe essere adottata come base di partenza per l’approvazione di un decreto legge ad hoc a firma del ministro Giuseppe Valditara per risolvere definitivamente il problema del precariato. Dal 2027/2028, l’Italia così oltre a rispondere alla Corte di Giustizia europea sulle probabili sanzioni potrà finalmente adottare un nuovo piano di formazione iniziale e reclutamento del personale docente e ATA che risolve la precarietà della scuola italiana una volta per tutte”, conclude il sindacalista Anief.