(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - Il primo ministro russo, Mikhail Mishustin, ha avvertito che l’attuale crisi in Medio Oriente, in particolare nell’area del Golfo Persico, porterà a un aumento della pressione inflazionistica su scala globale, con effetti diffusi su numerosi settori economici.
Intervenendo alla sessione strategica sullo sviluppo del complesso energetico e dei combustibili, Mishustin ha sottolineato come l’impennata dei prezzi delle materie prime energetiche stia già creando forti squilibri nel commercio internazionale. “I prezzi del petrolio sono aumentati di diverse decine di punti percentuali, mentre quelli del gas sono quasi raddoppiati, sia in Asia che in Europa”, ha dichiarato.
Secondo il premier russo, questa dinamica sta spingendo diversi Paesi ad adottare misure protezionistiche, limitando le esportazioni per tutelare i mercati interni e i consumatori. Una scelta che, a sua volta, contribuisce ad accentuare le tensioni sui prezzi a livello globale.
Mishustin ha evidenziato che l’aumento dei costi energetici si riflette direttamente su carburanti come benzina, gasolio e carburante per aerei, oltre che sui costi del trasporto marittimo. “Tutto ciò porterà inevitabilmente a un aumento significativo del carico sui settori correlati”, ha spiegato.
Le conseguenze, ha aggiunto, si estenderanno ben oltre il comparto energetico, coinvolgendo trasporti, logistica ed energia elettrica. L’aumento dei costi industriali si tradurrà quindi in una crescita generalizzata dei prezzi, alimentando ulteriormente l’inflazione globale.
Le dichiarazioni del capo del governo russo evidenziano come le tensioni geopolitiche nel Medio Oriente non abbiano solo implicazioni militari, ma incidano profondamente sugli equilibri economici mondiali, con effetti diretti su imprese e consumatori in tutto il mondo.