(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - “I soliti giornali e il solito film: usano le foto di Giorgia Meloni per infangare l’onorabilità del Presidente del Consiglio dei Ministri e speculare su una circostanza abituale per tutti coloro che non restano nelle torri eburnee delle istituzioni, ma vivono la piazza, visitano territori infestati dall’illegalità e non certo per assecondarla. Io sono stato eletto nella zona a più alto tasso di criminalità della capitale, terra di 14 clan mafiosi e più grande piazza di spaccio d’Europa. Sono fiero di rappresentare quei quartieri devastati da anni di malgoverno, ma mi autodenuncio, sono intervenuto più volte in circostanze incresciose e sarò orgoglioso di pagarne le conseguenze.
Questo deve fare la politica, affrontare con coraggio le realtà socialmente degradate, assumendosi i rischi, ma tenendo una postura inflessibile di contrasto alla criminalità organizzata come ha dimostrato con i fatti questo governo in 4 anni, confermando e irrigidendo il 41 bis e reiterando l’ergastolo ostativo, quello che non dà benefici per reati gravi di mafia e terrorismo mantenendo in galera assassini e stragisti.
Perché a stare rinchiusi dentro la Ztl ci pensano già sindaci e parlamentari del centrosinistra. Per essere ancora più alla moda e darsi un tono si accompagnano con Askatasuna e i Collettivi, vanno a trovare in carcere l’anarco insurrezionalista Alfredo Cospito che gambizzò l’Ad di Ansaldo nucleare per ascoltare le richieste di alleggerimento delle pene e revisione delle norme sul carcere duro, quelli alla Mario Capanna, Toni Negri e Adriano Sofri con cui confrontarsi amabilmente coi compagni che sbagliano nei salotti buoni dell’alta borghesia. Calici di champagne e divani vaporosi.
Chi fa politica sa perfettamente che le foto con sconosciuti sono all’ordine del giorno.
Usarle per attaccare il Governo e il suo Presidente è da trogloditi mediatici, epigoni di un giornalismo sfascista e militante che con l’infamia cerca di spianare la strada alla sinistra coi soliti rozzi ‘aiutini’.
La guerra alla mafia è nel DNA di Giorgia Meloni e di FDI, ne rappresentano
la missione di una vita. Se ne facciano tutti una ragione”.
Lo dichiara in un comunicato stampa il Vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.