(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - – “Quanto piace a certo giornalismo alimentare polemiche sterili, spacciandole per informazione? Lasciar intendere che la presidente del Consiglio Meloni abbia avuto o magari possa avere rapporti con esponenti mafiosi è non solo ridicolo, ma penosamente diffamatorio. Giorgia Meloni, che si è da sempre distinta per onestà e correttezza, è inattaccabile e non ricattabile: risibile è il tentativo di metterla sul banco degli imputati per una foto scattata anni fa, durante un evento pubblico, dove tante altre persone, come succede ancora oggi, le chiedono un selfie. Se queste sono prove di connivenza, è chiaro come certo giornalismo, che si dice d’inchiesta, in assenza di elementi sia ormai costretto a ricorrere a bieche illazioni! A confutare certe fantasiose ricostruzioni, sono piuttosto i fatti: mentre il Governo Meloni, appena insediato, ha salvato il carcere duro, durante la pandemia i boss mafiosi venivano liberati dalle galere con la scusa del Covid. A proposito di Covid, anziché inventare fandonie a senso unico, certo giornalismo indaghi su chi sta dietro alla maxi commessa da 1 miliardo 251 milioni di mascherine cinesi. Chissà, magari li sì che troverà collegamenti con la mafia. Oppure indaghi sul perchè ad un imprenditore vennero chieste da parte di colleghi dell’ex Premier Conte cifre abnormi su forniture di mascherine che, mascherate da consulenze apparivano come vere e proprie tangenti. Questi gravi fatti sono provati da dichiarazioni testimoniali e documenti e non da foto carpite in eventi pubblici oggi strumentalmente reinventate”.
Così Alice Buonguerrieri, deputato di Fratelli d’Italia alla Camera e capogruppo in commissione Covid.