(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - (AGENPARL) – Roma, 7 aprile 2026 – “Siamo alla follia del sistema penitenziario italiano: un pluriomicida – Elia Del Grande – è evaso per la terza volta (l’ultima cinque mesi fa) mentre per una violazione al Codice della Strada commessa nel 2019, forse dimenticata, un uomo è arrestato in provincia di Frosinone
e deve scontare 7 giorni di carcere. Non è questa la giustizia e la legale per le quali il
personale penitenziario svolge il suo servizio”. Così Aldo Di Giacomo, segretario generale
del Sindacato di Polizia: “Purtroppo la fuga di Del Grande che ha compiuto un triplice
omicidio – uccise il padre, la madre e il fratello e deve scontare 30 anni – non è un caso
isolato. Dal 2023 evasioni e tentativi di evasione sono aumentati del 700 per cento. Il tasso
di evasione dagli istituti compresi quelli per minori in Italia è di 22,8 detenuti ogni 10mila
detenuti, un dato che porta l’Italia in una delle ultime posizioni della classifica dei Paesi Ue
dove le fughe dal carcere sono frequenti. La media europea è molto più bassa e si attesta
a 2,2 fuggiaschi ogni 10mila. Evidentemente – aggiunge Di Giacomo – la vicenda
clamorosa De Maria (il detenuto condannato per omicidio poi evaso prima di commettere
altri reati e suicidarsi), anche lui in permesso di lavoro e autore di un nuovo femminicidio, è
stata già dimenticata”.
Poi l’appello: “Noi continuiamo ad insistere: è il caso di riflettere sull’utilizzo, in queste
situazioni decisamente ‘disinvolto’, dell’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario che
concede il permesso ad uscire dal carcere persino a pluriomicida. Tutto questo accade a
conferma dello stato di grande confusione nella gestione dell’amministrazione giudiziaria
sottovalutando che in troppi casi i detenuti evasi sono molto pericolosi per omicidi e reati
compiuti con un rischio fortissimo per i cittadini. Gli unici a pagarne le conseguenze sono
direttori e comandanti a cui addossare ogni responsabilità. A distanza di tanti anni
l’assoluzione del direttore e del comandante del carcere di Favignana, dopo un processo
durato quasi sei anni, assolti dalle accuse di negligenza nella custodia dei detenuti, a seguito
dell’evasione di tre detenuti dalla casa di reclusione di Favignana nell’ottobre del 2017,
ristabilisce la verità dei fatti. È piuttosto nei gravi ritardi accumulati dall’Amministrazione
Penitenziaria in tutti questi anni che si annidano le reali responsabilità”. Quanto alla vicenda
dell’uomo arrestato a Frosinone, per Di Giacomo “è un epilogo che sorprende per la distanza
temporale tra il fatto e le conseguenze, ma che trova piena spiegazione nel meccanismo
giuridico che regola sanzioni, notifiche e mancati adempimenti”.
Il Segretario Generale
Dott. DI GIACOMO Aldo