(AGENPARL) - Roma, 31 Marzo 2026 - I Paesi del Golfo Persico stanno rapidamente esaurendo le proprie scorte di missili intercettori, a seguito dell’intensificarsi degli attacchi da parte dell’Iran. Lo riporta Bloomberg, evidenziando una crescente pressione sui sistemi di difesa della regione.
Secondo le stime, dal 28 febbraio sono stati utilizzati circa 2.400 missili intercettori, una cifra che rappresenta quasi l’intero stock disponibile prima dell’escalation del conflitto in Medio Oriente. In particolare, la maggior parte dei sistemi impiegati appartiene alle batterie Patriot PAC-3 e GEM-T, fondamentali per la difesa antimissile.
Dall’inizio delle ostilità, Teheran avrebbe lanciato circa 1.200 missili balistici e 4.000 droni Shahed contro i Paesi dell’area. L’intensità degli attacchi è aumentata significativamente negli ultimi giorni, con picchi fino a 40 lanci quotidiani, il doppio rispetto alla media precedente.
Prima del conflitto, gli Stati del Golfo disponevano di meno di 2.800 missili intercettori, rendendo evidente come il ritmo attuale delle operazioni stia rapidamente consumando le risorse disponibili. La situazione solleva interrogativi sulla capacità di mantenere nel tempo un’adeguata difesa contro minacce aeree e missilistiche.
Il progressivo esaurimento degli arsenali difensivi potrebbe spingere i Paesi della regione a richiedere forniture urgenti o a rivedere le proprie strategie militari, in un contesto di crescente instabilità e rischio di ulteriore escalation.
