(AGENPARL) - Roma, 29 Marzo 2026 - l Pakistan si candida a svolgere un ruolo centrale nella diplomazia internazionale, offrendo Islamabad come sede per possibili colloqui tra Iran e Stati Uniti nei prossimi giorni, nel tentativo di allentare le crescenti tensioni in Medio Oriente.
L’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, che ha dichiarato che il suo Paese sarebbe “onorato di ospitare e facilitare colloqui significativi” tra le due potenze. Secondo Dar, sia Washington sia Teheran avrebbero espresso fiducia nella capacità del Pakistan di fungere da mediatore neutrale.
La possibile sede dei negoziati sarebbe Islamabad, scelta strategica che riflette il crescente ruolo diplomatico del Paese nella regione. Il ministro ha sottolineato che l’obiettivo è raggiungere “una soluzione globale e duratura” al conflitto in corso.
Il sostegno internazionale all’iniziativa appare significativo. La Cina ha espresso pieno appoggio alla proposta pakistana, mentre il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha manifestato il proprio sostegno agli sforzi diplomatici per la pace.
Le dichiarazioni sono arrivate al termine di consultazioni multilaterali che hanno coinvolto i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia e Arabia Saudita. I partecipanti hanno concordato che il conflitto attuale “non è nell’interesse di nessuno” e rischia di provocare ulteriori distruzioni e instabilità nella regione.
La crisi ha avuto un’escalation significativa dopo il 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno avviato operazioni militari contro l’Iran, colpendo anche la capitale Teheran. Washington ha giustificato l’intervento citando presunte minacce missilistiche e nucleari.
In risposta, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha lanciato attacchi contro obiettivi israeliani e basi militari statunitensi in diversi Paesi della regione, tra cui Bahrein, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
In questo contesto altamente volatile, l’iniziativa diplomatica del Pakistan potrebbe rappresentare una rara opportunità per riaprire il dialogo tra le parti e scongiurare un ulteriore deterioramento della sicurezza regionale.