(AGENPARL) - Roma, 27 Marzo 2026 - “Il rinvio al 1° luglio 2026 della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra UE non è una buona notizia, ma solo una figuraccia del governo. Lo ammettono loro stessi: non sono pronti i sistemi informativi. Tradotto: la tassa è confermata, manca solo il modo per farla pagare”.
Lo dichiara Giovanni Barbera, Direzione nazionale di Rifondazione Comunista .
“Parliamo di un balzello che colpisce acquisti di pochi euro, spesso necessari, fatti da lavoratori, giovani e pensionati alle prese con il carovita. Altro che equità: si fa cassa su chi cerca di risparmiare”.
“Nel frattempo – prosegue Barbera – le grandi multinazionali dell’e-commerce continuano a muoversi tra elusione e vantaggi fiscali. Ma evidentemente è più semplice chiedere due euro a chi ha poco che miliardi a chi ha troppo”.
“Il rinvio non cambia la sostanza: è una misura ingiusta e va ritirata. In un Paese segnato da salari bassi e povertà crescente, servono redistribuzione e giustizia fiscale, non nuovi balzelli per i soliti noti”.
“Il problema non è quando entrerà in vigore. Il problema è che il governo ha già deciso da che parte stare: contro il Paese reale”.