Il capo economista della FAO avverte dei gravi rischi per la sicurezza alimentare globale derivanti dall’interruzione del corridoio commerciale dello Stretto di Hormuz.
Máximo Torero interviene alla conferenza stampa delle Nazioni Unite sulle implicazioni del conflitto in Medio Oriente.
(AGENPARL) - Roma, 26 Marzo 2026 - Il capo economista dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), Máximo Torero, ha avvertito che la continua interruzione del corridoio commerciale dello Stretto di Hormuz sta innescando uno degli shock più gravi ai flussi globali di materie prime degli ultimi anni, con significative implicazioni per la sicurezza alimentare, la produzione agricola e i mercati globali.
Nel corso di una conferenza stampa quotidiana delle Nazioni Unite, Torero ha sottolineato come il traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz sia crollato di oltre il 90% nei giorni successivi all’escalation. Questa arteria vitale per il commercio globale trasporta in genere circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 35% del flusso mondiale di greggio, oltre a un quinto del gas naturale liquefatto (GNL) globale e fino al 30% dei fertilizzanti commercializzati a livello internazionale.
“Non si tratta solo di uno shock energetico. È uno shock sistemico che colpisce i sistemi alimentari a livello globale”, ha affermato Torero. Ha sottolineato che la regione del Golfo rappresenta quasi la metà del commercio mondiale di zolfo, un elemento fondamentale utilizzato per produrre acido solforico, impiegato nella trasformazione della roccia fosfatica in fertilizzanti. Le interruzioni nell’approvvigionamento di zolfo rischiano di compromettere la produzione globale di fertilizzanti fosfatici, anche nei principali paesi produttori.
Le difficoltà di navigazione sono state aggravate dall’impennata dei costi assicurativi. In seguito all’ampliamento delle zone ad alto rischio all’inizio di marzo, i premi assicurativi contro i rischi di guerra sono aumentati dallo 0,25% fino al 10% del valore della nave, con la copertura che ora si rinnova ogni sette giorni. Anche in caso di allentamento delle tensioni, potrebbero volerci mesi prima che le normali condizioni di navigazione tornino alla normalità, ha avvertito Torero.
Aumento dei costi dei fattori produttivi e dei rischi per la produzione agricola
Il capo economista ha sottolineato che le interruzioni si stanno già traducendo in costi più elevati per gli agricoltori di tutto il mondo. I prezzi dei fertilizzanti sono aumentati vertiginosamente: l’urea granulare in Medio Oriente ha registrato un incremento del 19% nella prima settimana di marzo, mentre i prezzi dell’urea egiziana sono balzati del 28%. Dato che il gas naturale è la principale materia prima per i fertilizzanti azotati, si prevede che gli elevati prezzi dell’energia continueranno a esercitare una pressione al rialzo sui costi dei fertilizzanti. Le proiezioni della FAO indicano che i prezzi globali dei fertilizzanti potrebbero essere in media del 15-20% più alti nella prima metà del 2026 se la crisi dovesse persistere.
“Gli agricoltori si trovano ad affrontare un doppio shock di costi: da un lato, i fertilizzanti costano di più, dall’altro, l’aumento dei prezzi del carburante, con ripercussioni sull’intera filiera agricola, compresi l’irrigazione e il trasporto”, ha affermato Torero. Di conseguenza, molti produttori probabilmente ridurranno l’uso di fertilizzanti o si orienteranno verso colture che richiedono un minore impiego di risorse, ha aggiunto.
Poiché l’utilizzo di fertilizzanti segue una relazione non lineare con la resa dei raccolti, anche riduzioni modeste possono comportare cali sproporzionatamente elevati delle rese agricole, soprattutto nelle regioni in cui il livello di utilizzo di base è già basso.
La durata dell’interruzione sarà decisiva
Durante il briefing, Torero ha sottolineato che la durata della crisi determinerà la portata del suo impatto globale. In caso di interruzione a breve termine, della durata massima di un mese, si prevede che gli effetti rimarranno contenuti. Le scorte alimentari globali sono attualmente sufficienti e i mercati potrebbero stabilizzarsi entro circa tre mesi. L’indice dei prezzi alimentari della FAO rimane circa il 21% al di sotto del picco raggiunto nel marzo 2022.
Se l’interruzione dovesse protrarsi per tre mesi o più, i rischi aumenterebbero significativamente, influenzando le decisioni globali in materia di semina per il 2026 e gli anni successivi. In uno scenario di interruzione a medio termine, la FAO prevede una riduzione delle rese per le colture ad alta intensità di fertilizzanti come grano, riso e mais, la sostituzione delle colture con colture azotofissatrici come la soia e una maggiore concorrenza da parte della produzione di biocarburanti, poiché l’aumento dei prezzi del petrolio stimolerebbe la domanda di materie prime agricole.
Impatti nei vari paesi
Torero ha sottolineato che gli effetti della crisi varieranno a seconda dei cicli colturali e della dipendenza dalle importazioni. I paesi attualmente più vulnerabili includono:
- Sri Lanka, dove è in corso la raccolta del riso Maha
- Bangladesh, attualmente nel periodo critico della stagione del riso Boro
- L’India si trova ad affrontare una riduzione della produzione interna di fertilizzanti in vista della stagione Kharif.
- Egitto, altamente esposto a causa della dipendenza dalle importazioni di grano
- Il Sudan, che già si trova ad affrontare una grave insicurezza alimentare,
- Nell’Africa subsahariana, Somalia, Kenya, Tanzania e Mozambico sono particolarmente esposti a causa dell’elevata dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti.
- Anche i principali esportatori agricoli, come il Brasile, potrebbero subire ripercussioni sulla produzione, con potenziali effetti a catena sui mercati globali.
Torero ha inoltre evidenziato due rischi secondari critici: un potenziale calo dei flussi di reddito provenienti dalle economie del Golfo potrebbe colpire milioni di famiglie nei paesi in via di sviluppo che dipendono dalle rimesse, e le restrizioni alle esportazioni potrebbero ulteriormente ridurre l’offerta globale ed esacerbare la volatilità dei prezzi.
Raccomandazioni politiche
Torero ha chiesto un’azione internazionale urgente e coordinata.
Nel breve termine, è fondamentale istituire corridoi commerciali alternativi, fornire sostegno finanziario di emergenza ai paesi dipendenti dalle importazioni e garantire agli agricoltori l’accesso al credito.
Nel medio termine, i paesi devono diversificare le fonti di importazione di fertilizzanti, rafforzare le riserve regionali ed evitare restrizioni alle esportazioni.
Nel lungo termine, la FAO raccomanda di investire in un’agricoltura sostenibile ed efficiente nell’uso degli input, di ampliare le tecnologie alternative per la produzione di fertilizzanti, come l’ammoniaca verde, e di considerare i sistemi alimentari come infrastrutture strategiche.