(AGENPARL) - Roma, 20 Marzo 2026 -
Nel tema sono indicati i principali interventi normativi volti a far emergere la base imponibile, ad aumentare l’adesione spontanea agli obblighi contributivi e, più in generale, a potenziare il contrasto all’evasione fiscale. Il legislatore ha recentemente individuato nuovi strumenti per cercare di facilitare l’attività di riscossione e di ridurre il divario tra le imposte che vengono effettivamente incassate dalle amministrazioni fiscali e quelle che si incasserebbero in un regime di perfetto adempimento spontaneo alla legislazione esistente (cd. tax gap).
Secondo le indicazioni normative contenute in più provvedimenti, sono in corso di attuazione attività di analisi del rischio di evasione da parte dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza, a cui viene riconosciuta la possibilità di avvalersi delle tecnologie, delle elaborazioni e delle interconnessioni con tutte le banche dati di cui dispongono. Sono in corso di attuazione, altresì, delle modifiche alla governance del Servizio nazionale della riscossione volte a realizzare una sempre maggiore integrazione tra l’Agenzia delle entrate e l’Agenzia delle entrate-Riscossione.
In materia di riscossione si segnala che è stato emanato il decreto legislativo 29 luglio 2024, n. 110 recante disposizioni in materia di riordino del sistema nazionale della riscossione, in attuazione della legge n. 111 del 2023 (delega per la riforma del sistema fiscale italiano). Il provvedimento contiene la disciplina delle attività che l’agente della riscossione deve effettuare per il recupero delle somme affidategli e del discarico di tali somme, dei controlli sull’attività dell’agente della riscossione e della responsabilità dello stesso agente, nonché dell’integrazione logistica dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Inoltre, interviene sulla rateazione delle somme affidate all’agente della riscossione, sulla concentrazione della riscossione nell’accertamento, nonché sulla riscossione nei confronti dei coobbligati solidali e sulla compensazione tra rimborsi d’imposta e importi iscritti a ruolo (per un approfondimento si consulti il tema web: La riforma fiscale).
Nel tema sono inoltre indicati i dati quantitativi aggiornati che caratterizzano il fenomeno dell’evasione fiscale in Italia, nonché quelli inerenti all’attività di accertamento e riscossione svolte dalle Agenzie fiscali.
L’Agenzia delle entrate ha presentato il 18 febbraio 2025 i risultati raggiunti nel 2024 nella lotta all’evasione. Dall’analisi emerge che nel 2024 sono stati recuperati 26,3 miliardi, 1,6 miliardi in più rispetto al 2023 (+6,5%). È la somma più alta di sempre. Nel dettaglio, 22,8 miliardi derivano dalle ordinarie attività di controllo svolte dal Fisco e 3,5 miliardi da misure straordinarie, come la “rottamazione” delle cartelle, la definizione delle liti pendenti e la “pace fiscale”.
Nella Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva del 2025, presentata dal Ministero dell’Economia e delle finanze, emerge che il tax gap, in termini assoluti, nel 2021 risulta essere compreso fra circa 98,1 e 102,5 miliardi di euro. Il Ministero rileva che “in un’ottica di medio-lungo periodo – applicabile per il momento solo al citato sottoinsieme di entrate tributarie – la riduzione della propensione all’evasione appare marcata e persistente e pari ad un terzo circa del valore osservato in occasione del picco del 2004 (38,3%) nonché interamente concentrata nella fattispecie della omessa o infedele dichiarazione (risultando relativamente stabile la fattispecie dell’omesso versamento)”.
In materia di attività di accertamento e riscossione numerose misure volte a razionalizzare e semplificare le norme in materia di adempimenti tributari sono state introdotte dal decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 219, recante modifiche allo Statuto dei diritti del contribuente.
A marzo 2026 il Ministro dell’economia e delle finanze ha emanato l’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028. Nel documento si afferma che nei prossimi anni sarà perseguito l’obiettivo di riduzione strutturale dell’evasione fiscale, da un lato, attraverso l’adozione di un approccio più collaborativo tra l’Amministrazione finanziaria e i contribuenti e, dall’altro, mediante l’introduzione di strategie di controllo ancora più efficaci e sanzioni tempestive. In tale prospettiva, sono individuate tre direttrici prioritarie: i) proseguire nel processo di attuazione della legge di delega di riforma fiscale; ii) promuovere la tax compliance, al fine di aumentare il gettito derivante da attività di prevenzione e contestualmente rafforzare l’attività di contrasto all’evasione; iii) provvedere al completamento della riforma di efficientamento del sistema della riscossione.
Per un’analisi dell’evasione a livello europeo si segnala il Rapporto Mind the gap pubblicato dalla Commissione europea nel dicembre 2025 il quale illustra le strategie adottate nei diversi Stati membri, mettendo in luce punti di forza e aree che richiedono interventi. Il rapporto contiene inoltre due approfondimenti tecnici che documentano le perdite significative di gettito fiscale dovute alla non conformità nell’imposta sul valore aggiunto (IVA) e nell’imposta sul reddito delle società in tutta l’UE.
A marzo 2026 il Ministro dell’economia e delle finanze ha emanato l’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028. Nel documento si afferma che nei prossimi anni sarà perseguito l’obiettivo di riduzione strutturale dell’evasione fiscale, da un lato, attraverso l’adozione di un approccio più collaborativo tra l’Amministrazione finanziaria e i contribuenti e, dall’altro, mediante l’introduzione di strategie di controllo ancora più efficaci e sanzioni tempestive. In tale prospettiva, sono individuate tre direttrici prioritarie: i) proseguire nel processo di attuazione della legge di delega di riforma fiscale; ii) promuovere la tax compliance, al fine di aumentare il gettito derivante da attività di prevenzione e contestualmente rafforzare l’attività di contrasto all’evasione; iii) provvedere al completamento della riforma di efficientamento del sistema della riscossione.A marzo 2026 il Ministro dell’economia e delle finanze ha emanato l’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028. Nel documento si afferma che nei prossimi anni sarà perseguito l’obiettivo di riduzione strutturale dell’evasione fiscale, da un lato, attraverso l’adozione di un approccio più collaborativo tra l’Amministrazione finanziaria e i contribuenti e, dall’altro, mediante l’introduzione di strategie di controllo ancora più efficaci e sanzioni tempestive. In tale prospettiva, sono individuate tre direttrici prioritarie: i) proseguire nel processo di attuazione della legge di delega di riforma fiscale; ii) promuovere la tax compliance, al fine di aumentare il gettito derivante da attività di prevenzione e contestualmente rafforzare l’attività di contrasto all’evasione; iii) provvedere al completamento della riforma di efficientamento del sistema della riscossione.
Per quanto attiene ai dati della riscossione, presentati nel Bollettino delle entrate tributarie 2025, pubblicato nel mese di marzo 2025, nell’anno 2025 (periodo gennaio-dicembre), le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 622.132 milioni di euro, con un aumento di 17.851 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+3,0%). L’aumento è stato trainato prevalentemente dalle imposte indirette, che crescono di 11.361 milioni di euro (+4,4%), mentre le imposte dirette registrano un incremento più contenuto, pari a 6.491 milioni di euro (+1,9%). Il gettito IRPEF si è attestato a 231.301 milioni di euro (-4.479 milioni di euro, -1,9%). L’IRES è risultata pari a 60.085 milioni di euro (+2.503 milioni di euro, pari a +4,3%). L’andamento delle entrate nel 2025 risente anche dell’attuazione progressiva della delega fiscale. In particolare, il D.Lgs. n. 216 del 2023 e le successive disposizioni di stabilizzazione contenute nella legge di bilancio per il 2025 hanno dato attuazione al primo modulo di riforma dell’IRPEF, riducendo il numero degli scaglioni, ampliando la no-tax area per i redditi da lavoro dipendente e trasformando il taglio temporaneo del cuneo contributivo in misure di natura fiscale. Tali interventi hanno determinato una riduzione strutturale delle ritenute IRPEF e del gettito in autoliquidazione, incidendo in modo permanente sulle imposte dirette nel confronto tendenziale. Di converso, la base imponibile IRES si è ampliata per effetto delle disposizioni della legge di bilancio per il 2025 che hanno introdotto modifiche rilevanti in materia di deduzioni e di imposte anticipate (DTA), in particolare attraverso il differimento della deducibilità di svalutazioni, crediti, avviamento e dei componenti negativi emersi in sede di prima adozione del principio contabile IFRS9, soprattutto per banche e intermediari finanziari.(AGENPARL)