(AGENPARL) - Roma, 14 Marzo 2026 - Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il primo ministro indiano Narendra Modi hanno avuto giovedì sera una conversazione telefonica per discutere gli ultimi sviluppi del conflitto a seguito dell’aggressione israelo-americana contro l’Iran.
Pezeshkian ha espresso apprezzamento per la solidarietà dimostrata dall’India, sottolineando l’importanza storica delle relazioni tra i due Paesi. Durante la telefonata, i due leader hanno discusso delle gravi conseguenze della recente aggressione contro l’Iran, che ha portato alla morte della Guida suprema della Rivoluzione islamica, l’ayatollah Seyyed Ali Khamenei, di alti comandanti militari e civili, e di oltre 168 bambini in una scuola elementare a Minab.
Il presidente iraniano ha ribadito che l’Iran non ha iniziato la guerra né intende proseguirla, precisando che le azioni iraniane contro basi statunitensi nella regione si basano sul legittimo diritto all’autodifesa. Pezeshkian ha condannato l’uccisione di civili come terrorismo di Stato e ha sottolineato l’impegno dell’Iran a rafforzare la cooperazione con l’India e altri Paesi amici, attraverso organizzazioni internazionali come i BRICS e l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), auspicando un ruolo attivo e costruttivo per salvaguardare pace e sicurezza nella regione.
Da parte sua, il primo ministro Modi ha espresso preoccupazione per l’escalation del conflitto in Asia occidentale, confermando l’impegno dell’India a favorire soluzioni diplomatiche e a impedire che l’intensificazione della guerra danneggi le parti coinvolte. Modi ha inoltre espresso rammarico per lo scoppio della guerra durante il Ramadan, auspicando che il nuovo anno, Nowruz, porti pace, stabilità e tranquillità nella regione.