(AGENPARL) - Roma, 14 Marzo 2026 - I criteri di calcolo del risarcimento per il danno da morte
Intervista all’avvocato Gianluca Sposato, esperto in responsabilità civile e tutela delle vittime della strada.
Nei casi di incidente stradale mortale, la tutela dei familiari della vittima rappresenta uno degli aspetti più delicati del sistema della responsabilità, tanto in ambito penale, che civile.
Il nostro ordinamento giuridico riconosce diverse voci di danno risarcibile e criteri specifici per la loro quantificazione, come spiega l’Avvocato Gianluca Sposato, che da anni si occupa di contenzioso relativo a sinistri stradali mortali.
«Quando un incidente provoca il decesso di una persona – spiega l’Avvocato Sposato – occorre distinguere con precisione le diverse voci di danno previste dalla giurisprudenza.
In presenza di una sopravvivenza anche breve della vittima possono essere riconosciuti il danno biologico terminale e il danno morale terminale, poichè la giurisprudenza distingue tra danno iure proprio e iure hereditatis.
Diverso è il tema del cosiddetto danno tanatologico, rispetto al quale la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di morte immediata, non si configura un autonomo diritto risarcitorio trasmissibile agli eredi».
La voce principale di risarcimento in favore dei familiari è invece il danno da perdita del rapporto parentale, che mira a compensare la sofferenza e lo sconvolgimento della vita familiare determinati dalla perdita del congiunto.
Incidente stradale mortale: chi ha diritto al risarcimento del danno?
Secondo l’orientamento consolidato della giurisprudenza, il diritto al risarcimento del danno per la morte causata da un incidente stradale spetta in primo luogo ai familiari più stretti della vittima, ovvero:
- coniuge, o convivente stabile
figli
genitori
fratelli e sorelle
nonni
Il riconoscimento del danno presuppone la prova dell’esistenza di un rapporto affettivo concreto e stabile, nonché dell’incidenza della perdita sulla vita del familiare superstite, trattandosi di danni conseguenza e non di danni evento.
Quali sono i criteri di calcolo del danno da morte negli incidenti stradali?
Per garantire uniformità nel calcolo del danno da morte, i tribunali italiani utilizzano sistemi tabellari, con importi liquidatori sostanzialmente poco difformi tra loro.
Nel distretto capitolino viene frequentemente applicata la Tabella del danno da morte elaborata dal Tribunale di Roma per il danno da perdita del rapporto parentale.
Il sistema prevede l’attribuzione di un sistema a punti sulla base di diversi parametri:
- grado di parentela
- età della vittima
- età del familiare superstite
- convivenza
- composizione del nucleo familiare
- intensità del rapporto affettivo
Il punteggio attribuito viene quindi moltiplicato per il valore economico del punto previsto dalle tabelle di calcolo del danno da morte, con possibili margini di personalizzazione da parte del giudice.
Gli importi del danno da morte riconosciuti dai tribunali agli eredi
Sulla base delle tabelle di calcolo del danno da morte utilizzate dal Tribunale di Roma, gli importi risarcitori per la perdita di un familiare possono raggiungere valori variabili a seconda delle circostanze concrete del caso.
Indicativamente per il danno non patrimoniale ai familiari superstiti della vittima sono riconosciuti importi risarcitori come appresso indicati:
– coniuge o convivente: circa 200.000 – 350.000 euro
– figlio per la perdita di un genitore: circa 180.000 – 330.000 euro
– genitore per la perdita di un figlio: circa 200.000 – 350.000 euro
– fratelli e sorelle: circa 50.000 – 150.000 euro
– nonni e nipoti: circa 30.000 – 140.000 euro
Gli importi per il risarcimento per la morte di un familiare possono aumentare o diminuire significativamente in base a elementi specifici, come la convivenza, la giovane età della vittima, la particolare intensità del rapporto familiare ed il numero dei familiari aventi diritto.
Omicidio stradale: l’importanza delle indagini preliminari
Quando il sinistro mortale integra il reato di omicidio stradale, introdotto dalla legge n. 41 del 2016, il procedimento penale si affianca all’azione civile di risarcimento.
«In queste vicende – conclude l’Avvocato Sposato – il diritto è chiamato ad offrire una risposta concreta a tragedie che segnano profondamente la vita delle famiglie.
Una corretta ricostruzione della dinamica dell’incidente e una precisa quantificazione delle voci di danno sono fondamentali per garantire ai familiari della vittima di ottenere giustizia, per cui diretta conseguenza è anche ottenere un risarcimento realmente proporzionato alla gravità della perdita.
Per tale ragione è fondamentale partecipare alle indagini preliminari e agli atti irripetibili disposti dal Pm, poichè in caso di inquinamento di prove e concorso di colpa in omicidio stradale le pene sono dimezzate con possibilità di patteggiare la pena per l’imputato e gli importi risarcitori subiscono forti decurtazioni»
