(AGENPARL) - Roma, 13 Marzo 2026 - Israele ha condotto una massiccia operazione aerea contro obiettivi strategici a Teheran, colpendo tra l’altro il quartier generale delle forze paramilitari Basij. Lo hanno dichiarato le Forze di Difesa Israeliane (IDF), precisando che gli attacchi sono avvenuti in due ondate tra la notte e la mattina di venerdì.
Secondo il comunicato dell’IDF, più di 90 caccia dell’aeronautica militare israeliana hanno partecipato all’operazione, sganciando circa 200 munizioni contro infrastrutture appartenenti all’apparato di sicurezza iraniano.
“Durante la notte e nelle prime ore del mattino, oltre 90 caccia dell’aeronautica israeliana, agendo sulla base di informazioni dell’intelligence delle IDF, hanno utilizzato circa 200 munizioni in due distinti attacchi a ondate contro infrastrutture del regime iraniano a Teheran”, si legge nella dichiarazione ufficiale.
Tra gli obiettivi colpiti figurano diversi centri di comando delle forze di sicurezza iraniane, tra cui un quartier generale regionale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), strutture delle forze Basij e il quartier generale delle Forze di Sicurezza Interna.
Le IDF hanno inoltre affermato che l’aeronautica israeliana ha preso di mira sistemi e infrastrutture di difesa aerea appartenenti alla prima base di difesa aerea istituita dal governo iraniano nella capitale. Un altro obiettivo sarebbe stato un sito utilizzato per la ricerca e lo sviluppo di test di missili balistici.
L’operazione si inserisce nel contesto di un conflitto militare più ampio iniziato il 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno avviato un’offensiva contro l’Iran colpendo diverse città, tra cui Teheran. La Casa Bianca ha giustificato l’azione citando presunte minacce missilistiche e nucleari provenienti da Teheran.
In risposta, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha annunciato un’operazione di rappresaglia contro obiettivi israeliani. Nel corso dell’escalation sono state prese di mira anche basi militari statunitensi in Bahrein, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Secondo diverse fonti, nell’attacco congiunto statunitense-israeliano sarebbero stati uccisi anche importanti leader iraniani, tra cui la Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, insieme ad altri alti funzionari del Paese.