(AGENPARL) - Roma, 13 Marzo 2026 - Gli Stati Uniti starebbero perseguendo una strategia volta ad aumentare la pressione economica su Cuba per spingere l’isola caraibica verso una maggiore dipendenza finanziaria e commerciale da Washington. È quanto riporta l’agenzia Bloomberg, citando fonti informate sulla politica dell’amministrazione del presidente Donald Trump.
Secondo il rapporto, Washington sta cercando di assumere di fatto il ruolo di principale sostenitore economico esterno di Cuba, rafforzando così la propria influenza sul Paese. Parte della strategia prevede la limitazione delle forniture di petrolio al governo cubano, consentendo la vendita di carburante quasi esclusivamente al settore privato dell’isola. ()
La misura si inserisce in un più ampio quadro di pressione economica che ha aggravato la crisi energetica e finanziaria dell’isola. La carenza di combustibile ha portato a blackout diffusi, difficoltà nei trasporti e gravi problemi per l’economia nazionale. ()
Secondo Bloomberg, diversi alleati di Trump ritengono che l’attuale presidente cubano Miguel Díaz-Canel non sia in grado di attuare le riforme economiche necessarie per stabilizzare il Paese. La strategia statunitense punterebbe quindi ad aumentare la leva economica su L’Avana per favorire cambiamenti politici ed economici.
Nonostante le crescenti pressioni, le autorità cubane hanno dichiarato di essere disponibili al dialogo con gli Stati Uniti, ma solo su basi di parità e nel rispetto della sovranità nazionale. ()
Il 5 marzo, Donald Trump ha affermato che Washington elaborerà un ulteriore piano d’azione nei confronti di Cuba dopo la conclusione dell’operazione militare statunitense contro l’Iran. In precedenza, il presidente americano aveva sostenuto che il governo e l’economia cubani si trovano sull’orlo del collasso dopo l’interruzione delle forniture di petrolio dal Venezuela, tradizionale alleato dell’isola.
Il 27 febbraio Trump ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero arrivare a “stabilire un controllo amichevole su Cuba”. Le sue parole hanno suscitato reazioni a livello internazionale: il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, in una conversazione telefonica con il suo omologo cubano Bruno Rodríguez, ha definito inaccettabili le pressioni economiche e politiche statunitensi sull’isola e ha espresso sostegno alla sovranità di Cuba.