(AGENPARL) - Roma, 13 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Fri 13 March 2026 (ACON) Trieste, 13 mar – “? stata lanciata in data odierna una
petizione rivolta alla Regione Friuli Venezia Giulia per salvare
il Mini Mu – Museo dei Bambini di Trieste, realt? educativa e
culturale attiva dal 2008 nel parco di San Giovanni. La petizione
nasce dopo la decisione da parte dell’Ente regionale Patrimonio
Culturale (Erpac) di procedere allo sgombero degli spazi
attualmente occupati dal museo all’interno del parco dell’ex
ospedale psichiatrico, una prospettiva che rischia di
interrompere un’esperienza educativa che da quasi vent’anni
coinvolge scuole, famiglie e bambine e bambini della citt?”.
Lo fa sapere in una nota la consigliera regionale del Patto per
l’Autonomia-Civica Fvg, Giulia Massolino, che aveva gi?
presentato un’interrogazione in merito due anni fa, e che ha
sostenuto l’iniziativa promossa dall’associazione Gruppo Immagine
che gestisce il museo.
“Il Mini Mu ? una realt? preziosa per Trieste – dichiara
Massolino -, un luogo di creativit?, educazione e sperimentazione
ispirato alla figura di Bruno Munari, che negli anni ha costruito
un rapporto solido con il territorio e con il mondo della scuola.
Per questo riteniamo che le istituzioni debbano fare tutto il
possibile per evitare che questa esperienza venga dispersa”.
“Attraverso la petizione si chiedono due impegni concreti alla
Regione – spiega la consigliera -: in primo luogo, la concessione
di pi? tempo per liberare i locali, prorogando la permanenza
dell’associazione almeno fino alla fine di giugno, cos? da
permettere la conclusione dei progetti educativi gi? programmati
con le scuole e la chiusura ordinata delle attivit? in corso. In
secondo luogo, si chiede di attivare un confronto con il Comune
di Trieste per individuare uno spazio alternativo adeguato, che
consenta al Mini Mu di proseguire la propria attivit? senza
disperdere il patrimonio educativo costruito in quasi vent’anni
di lavoro”.
“Il Gruppo Immagine aps-ets, promotore della petizione – continua
l’esponente autonomista -, richiama inoltre l’attenzione sul
fatto che, in situazioni come questa, la normativa nazionale sul
Terzo settore, in particolare l’articolo 55, prevede che le
pubbliche amministrazioni attivino percorsi di dialogo,
co-programmazione e co-progettazione con i soggetti del
territorio”.
“Un confronto strutturato con l’associazione che gestisce il
museo e con la comunit? che lo sostiene – sottolinea Massolino –
sarebbe stato non solo opportuno, ma coerente con lo spirito
della normativa che promuove la collaborazione tra istituzioni e
realt? sociali. Parliamo di un’esperienza che ha coinvolto
migliaia di bambine e bambini e che rappresenta un presidio
culturale importante per la citt?: crediamo che sia possibile
trovare una soluzione ragionevole che permetta al Mini Mu di
continuare a esistere”.
