(AGENPARL) - Roma, 12 Marzo 2026 - “A Roma si sta costruendo una provocazione scientifica sulla pelle dell’opposizione sociale e politica? È il dubbio atroce che sorge leggendo quanto accaduto nelle ultime ore. Ieri sul sito di una nota agenzia di stampa è comparsa una notizia inquietante secondo cui l’intelligence sarebbe al lavoro per monitorare due presunti eventi a rischio: da una parte una tre giorni culturale al Forte Prenestino, dall’altra un raduno internazionale dell’estrema destra convocato da Forza Nuova. Un’equiparazione assurda, pericolosa e politicamente inaccettabile, rimossa poche ore dopo nel tentativo di cancellarne le tracce. Ma la rimozione non elimina il messaggio, né i residui digitali di un allarme che appare costruito a tavolino per inquinare il clima cittadino”, dichiara Giovanni Barbera, segretario romano e membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista.
“Luca Blasi, assessore del Municipio Roma III, ha fatto bene a denunciare immediatamente questa distorsione, perché il timore è che non si tratti di un episodio isolato. Da mesi assistiamo a segnali, allarmi infondati e narrazioni tossiche che sembrano puntare a colpire gli spazi sociali e l’intera opposizione sociale e politica, mentre si lascia totale agibilità all’estrema destra. È un copione che rievoca stagioni buie: la strategia della tensione è un metodo che questo Paese ha già conosciuto e che oggi sembra riaffiorare sotto la regia di un governo che ha bisogno di individuare nemici interni per scopi propagandistici e per silenziare ogni forma di dissenso organizzato. In passato abbiamo già visto notizie fatte circolare ad arte e allarmi poi smentiti, con l’unico effetto di creare paura e delegittimare chi fa partecipazione dal basso. Oggi quel metodo sembra riapparire, aggiornato e calibrato su un presente in cui si tenta di normalizzare i neofascisti e criminalizzare ogni forma di contrasto politico”.
“Se esistono minacce reali contro luoghi democratici, le autorità hanno il dovere di dirlo chiaramente e di agire per proteggerli. Se invece tali minacce non esistono, allora ci troveremmo davanti a un fatto gravissimo: un tentativo di costruire sospetto e tensione a ridosso di un appuntamento referendario che il governo teme e che vorrebbe trasformare in una prova di forza autoritaria contro l’opposizione sociale e politica del Paese. È un meccanismo che non possiamo permettere torni a funzionare come arma di distrazione e repressione”.
“Roma deve restare vigile, determinata e antifascista. Non permetteremo che si utilizzi il tema della sicurezza pubblica per alimentare incidenti utili alla narrazione di regime e per colpire chiunque non si allinei. Difendere gli spazi sociali come il Forte Prenestino e l’agibilità dell’opposizione sociale e politica significa difendere la democrazia stessa da ogni deriva autoritaria. Noi lo faremo senza arretrare di un millimetro”, conclude Barbera.
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