(AGENPARL) – Thu 12 March 2026 ADUC
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Ufficio Stampa
Referendum. Giustizialismo del governo. Riflessioni e fattiAlla vigilia del referendum Giustizia, oltre i quesiti referendari (che è per questi che si vota e non pro o contro il governo in carica) occorre porre attenzione al comportamento dei vari attori sulla giustizia più in generale.
Ieri il capo del governo, intervenendo in Senato ha detto che, contro le aziende che aumentano i prezzi dei carburanti senza giustificazione, è possibile che, se continuano, verranno fatte pagare loro maggiori tasse. La “confusione” che il primo ministro fa è grave: un eventuale intervento dell’autorità in merito dovrebbe essere di quella giudiziaria (dopo accertamento che sia stato commesso illecito/reato) e non di quella esecutiva/legislativa (che stabilisce l’entità delle imposte).
Una valutazione che ci porta ad ulteriore riflessione.
Come è possibile che la premier faccia una così “rozza” confusione? Crediamo che il cosiddetto giustizialismo di chi ha un potere (esecutivo nel nostro caso) porti a credere che tale potere sia assoluto, anche strabordando in altri poteri dello Stato (giudiziario).
Questo ovviamente non va bene nel nostro ordinamento. In genere, chi sarebbe dalla parte del torto non lo ammette e accusa il denunciante come fideisticamente legato ai poteri della magistratura (genericamente identificati come “sinistra”). I poteri della magistratura esistono, e il referendum del 22 marzo servirebbe proprio a riequilibrare le difformità che si sono sviluppate negli anni, deresponsabilizzando i magistrati e affidando il loro ordinamento interno ad una casta di politicizzati.
Buona parte di chi perora il NO al referendum, direbbe “ecco un esempio di come il potere esecutivo intende occupare quello giudiziario e quindi è bene respingere la riforma proposta”. Una denuncia delle intenzioni: “se questa maggioranza dice questo, te l’immagini cosa farà quando si sentirà più forte con la vittoria del referendum”.
Ma, può il giustizialismo della nostra premier, condizionare tutta la politica?