(AGENPARL) - Roma, 12 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Thu 12 March 2026 Comunicato stampa 12/03/2026
MUBA al Pilastro, Zanni: “Se per Clancy e Lepore è un’operazione elettorale, il Comune pubblichi i dati della partecipazione”
Dopo che ieri la vicesindaca Emily Clancy ha definito le proteste al Pilastro una possibile strumentalizzazione elettorale, tesi già sostenuta nei giorni scorsi anche dal sindaco Matteo Lepore, l’associazione civica Una Nuova Bologna chiede al Comune di rendere pubblici i dati completi del percorso partecipativo organizzato sul progetto.
Secondo l’associazione il Comune parla di partecipazione, ma non ha mai pubblicato i numeri reali degli incontri. Senza quei dati non è possibile capire quante persone del Pilastro abbiano partecipato davvero e quanto il percorso rappresenti il quartiere. “Se davvero si vuole distinguere tra protesta politica e partecipazione reale, la soluzione è quella di pubblicare i numeri degli incontri e la composizione dei partecipanti”, afferma Alberto Zanni, candidato sindaco con Una Nuova Bologna. Il progetto del Museo dei Bambini al Pilastro riapre così il tema di come funzionano concretamente i percorsi partecipativi promossi dal Comune. Nel caso del Pilastro gli incontri sono stati coordinati dalla ex presidente del quartiere San Donato San Vitale Adriana Lo Cascio, esponente del Partito Democratico, lo stesso schieramento politico che sostiene il progetto. “Va ricordato che gli incontri si sono svolti nei giorni feriali, quando il parco non era vissuto e molti residenti erano al lavoro, una scelta che inevitabilmente limita la partecipazione effettiva del quartiere”, osserva Zanni. Le immagini pubblicate dal Comune mostrano incontri con numeri molto ridotti di partecipanti, spesso in sale di dimensioni contenute, senza dati sulla reale rappresentatività sociale del quartiere. “Un percorso partecipativo serio dovrebbe includere strumenti utilizzati nelle scienze sociali. Bologna ha un’università di eccellenza in questi ambiti e non sarebbe stato difficile coinvolgere queste competenze. Penso a strumenti come sondaggi di accettabilità sociale, analisi SWOT, audit urbani e questionari progettati da sociologi urbani. Nella documentazione pubblica questi strumenti non emergono”, aggiunge Zanni.
Nel dicembre 2025 Adriana Lo Cascio si è dimessa dalla presidenza del quartiere San Donato-San Vitale dopo mesi di tensioni politiche nella maggioranza che sostiene l’amministrazione. Un passaggio che ha riaperto interrogativi sulla solidità del percorso partecipativo costruito attorno al progetto. “Quando chi organizza gli incontri appartiene allo stesso schieramento politico che sostiene l’opera, c’è il rischio che la partecipazione venga percepita come poco neutrale”, aggiunge Zanni. Una Nuova Bologna ha quindi deciso di osservare direttamente il parco. “Abbiamo mandato i nostri tecnici e consulenti la domenica, perché un parco si studia quando viene vissuto davvero dalle persone”, racconta Zanni.
Dai sopralluoghi emerge che il parco presenta dinamiche sociali consolidate: bambini che giocano liberamente mentre i residenti controllano lo spazio dai palazzi circostanti. “Il progetto del cosiddetto triangolo della cultura, con MUBA, Biblioteca Spina e Casa Gialla, rischia però di ridurre la visibilità del parco dai palazzi e creare zone d’ombra, modificando equilibri sociali costruiti negli anni”, conclude Zanni.
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