(AGENPARL) – Thu 12 March 2026 *Commercio, Confcommercio: anche in Basilicata negozi in calo. Potenza
-23,7%, Matera -17,9%. “Serve una strategia per evitare la desertificazione
commerciale”*
Potenza, — Il commercio nelle città italiane sta attraversando una
trasformazione profonda. Tra il 2012 e il 2025 in Italia sono scomparsi
circa *156 mila punti vendita del commercio al dettaglio e ambulante*,
oltre un quarto del totale, mentre sono cresciute soprattutto le attività
legate all’alloggio e alla ristorazione. È quanto emerge dall’undicesima
edizione dell’analisi *“Città e demografia d’impresa”* realizzata
dall’Ufficio Studi di Confcommercio, che ha analizzato l’andamento di 18
categorie economiche in *122 città italiane*, distinguendo tra centri
storici e resto del territorio urbano.
Il fenomeno della *desertificazione commerciale* continua ad accelerare: il
tasso medio annuo di riduzione delle attività è salito al *3,1% nel 2025*,
rispetto al 2,2% registrato nelle precedenti analisi. Parallelamente cresce
il numero di locali commerciali sfitti, mentre aumentano le imprese dei
comparti *alloggio e ristorazione*, che nello stesso periodo registrano
circa *19 mila attività in più*.
Anche la *Basilicata* riflette questa tendenza. Secondo i dati
dell’analisi, tra il 2012 e il 2025 *Potenza ha perso il 23,7% dei negozi*,
mentre *Matera registra un calo del 17,9%*. Un segnale che evidenzia come
anche nei territori del Mezzogiorno, dove complessivamente la tenuta è
stata maggiore rispetto al Nord, il tessuto del commercio di prossimità
stia progressivamente riducendosi.
Alla base di questa trasformazione vi sono soprattutto i cambiamenti nei
modelli di consumo. Nel 2025 le *vendite online rappresentano l’11,3% dei
consumi di beni acquistabili sul web e il 18,4% dei servizi*, mentre tra il
2015 e il 2025 l’e-commerce è cresciuto di oltre il *180%*, a fronte di
vendite nelle piccole superfici rimaste sostanzialmente ferme.
Il calo riguarda in particolare alcune attività tradizionali legate ai beni
non alimentari: *edicole (-51,9%), abbigliamento e calzature (-36,9%),
mobili e ferramenta (-35,9%), libri e giocattoli (-32,6%)*. In diminuzione
anche bar e commercio ambulante. In controtendenza crescono invece le
attività connesse ai servizi e alla domanda turistica, come *ristoranti
(+35%)*, rosticcerie, gelaterie e pasticcerie (+14,4%) e soprattutto le
forme di ospitalità diffusa come *b&b e affitti brevi (+184,4%)*.
“Questi numeri – dichiara *Angelo Lovallo, presidente di Confcommercio
Potenza* – confermano che siamo di fronte a una trasformazione strutturale
delle economie urbane. La riduzione del commercio tradizionale nei centri
storici è un fenomeno che riguarda tutta l’Italia e che anche nella nostra
città merita grande attenzione, perché il commercio di prossimità non
rappresenta soltanto un’attività economica, ma svolge anche una funzione
fondamentale di presidio sociale, sicurezza urbana e qualità della vita”.
“Attraverso il progetto *Cities* – prosegue – Confcommercio ha avanzato
alcune proposte concrete per sostenere la vitalità delle città: riconoscere
le imprese del commercio e dei servizi come attori centrali nelle politiche
urbane, integrare le strategie di sviluppo economico con la pianificazione
urbanistica, rafforzare gli strumenti di monitoraggio della demografia
d’impresa e promuovere interventi per la riqualificazione delle vie
commerciali e il riutilizzo dei locali sfitti”.
“Si tratta di azioni necessarie per evitare il rischio di desertificazione
commerciale e per restituire centralità alle economie di prossimità. È su
queste direttrici che, come sistema Confcommercio, riteniamo necessario
aprire un confronto con le istituzioni locali per rafforzare l’attrattività
dei centri urbani, sostenere il commercio di prossimità e valorizzare il
ruolo economico e sociale delle imprese nella vita delle città”, conclude
Lovallo.
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