(AGENPARL) - Roma, 9 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Mon 09 March 2026 Direttore responsabile: Ida Gentile
ANNO 47 – N. 56 Lunedì 09 marzo 2026
(AGENZIA UMBRIA NOTIZIE)
San30
L’infermiere di famiglia al centro della riforma sanitaria: al via la VII
edizione del corso regionale. L’Umbria rafforza il presidio territoriale
nell’ambito del Piano sociosanitario regionale 2025-2030: 146 infermieri
già formati per guidare la transizione verso una sanità di prossimità
integrata, proattiva e digitale
(AUN) – Perugia, 9 marzo 2026 – Un modello di assistenza che anticipa
il bisogno, riduce le ospedalizzazioni e mette il cittadino al centro: è
questa la visione che anima la VII edizione del Corso di formazione
specialistica per infermiere di famiglia o di comunità (IFoC), avviata
mercoledì 4 marzo 2025 presso la sede della Scuola umbra di
amministrazione pubblica.
L’iniziativa formativa è stata aperta dalla presidente della Regione
Umbria, Stefania Proietti, in collegamento remoto da Bruxelles. La
presidente ha sottolineato “la centralità dell’infermiere di famiglia
che, operando nelle Case di comunità e nelle Centrali operative
territoriali, funge da raccordo tra il paziente, il medico di medicina
generale, il pediatra di libera scelta e i servizi sociali. Insieme, –
ha aggiunto la Presidente – riusciremo a portare la sanità sempre più
vicino ai cittadini e costruiremo punti di riferimento efficaci e
qualificati per cure, assistenza e servizi sociosanitari sul
territorio”.
L’iniziativa si inserisce organicamente nel Piano sociosanitario
regionale 2025-2030, il documento strategico con cui la Regione Umbria
ridisegna la propria architettura assistenziale, spostando il baricentro
dal ricovero ospedaliero alla cura sul territorio. Il nuovo Piano
sociosanitario identifica nell’infermiere di famiglia o di comunità una
figura strutturale e non complementare della rete assistenziale.
“L’infermiere di famiglia – ha dichiarato la direttrice regionale
Salute e Welfare, Daniela Donetti – è un professionista esperto,
competente e qualificato. Regione Umbria sta investendo con entusiasmo
in qualità professionale, elemento più nobile del sistema sanitario
regionale e leva fondamentale per passare da un paradigma centrato sulla
prestazione ad un modello centrato sulla proattività e prossimità, che
consenta maggiore controllo sulle cronicità, migliori l’assistenza
domiciliare e prenda in carico le persone più fragili”.
In linea con gli obiettivi della Missione 6 del Pnrr e del DM 77/2022,
il Piano sociosanitario regionale 2025-2030 assegna all’infermiere di
famiglia il compito di presidiare la transizione epidemiologica verso la
cronicità, garantendo continuità assistenziale e appropriatezza delle
cure.
Il Piano individua tre aree di intervento prioritarie in cui
l’infermiere di famiglia svolge un ruolo determinante: la gestione
proattiva della cronicità, attraverso l’identificazione precoce dei
pazienti ad alto rischio e la personalizzazione dei percorsi di cura; la
prevenzione delle ospedalizzazioni evitabili, favorendo la permanenza
del paziente al proprio domicilio in sicurezza; e l‘integrazione
sociosanitaria, con un’azione di orientamento e coordinamento tra i
diversi soggetti della rete territoriale.
Il corso della durata di 80 ore articolate in 12 giornate – ha ricordato
l’amministratore Unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica,
Joseph Flagiello – “rappresenta un tassello di una visione più grande e
lungimirante di riforma del sistema sanitario umbro. Attraverso questo
corso e numerose altre iniziative formative, stiamo accompagnando
Regione Umbria in questo importante processo che valorizza i servizi
assistenziali di prossimità in una dimensione di interoperabilità
digitale”.
La progettazione didattica, riservata a 24 infermieri delle aziende
sanitarie regionali (12 per la USL Umbria 1 e 12 per la USL Umbria 2),
integra tre dimensioni formative: le competenze clinico-assistenziali
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