(AGENPARL) - Roma, 6 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Fri 06 March 2026 Comunicato stampa
PREZZI, CARO ENERGIA E TENSIONI INTERNAZIONALI, FEDAGRIPESCA CHIEDE LO STOP TEMPORANEO ALLE ACCISE
Roma, 6 marzo 2026 – Un intervento del Governo sulle accise dell’energia per compensare i rialzi di quest’ultima settimana, poiché è assolutamente impossibile per le aziende agroalimentari riuscire a scaricare completamente o anche solo in parte su distributori e consumatori finali l’aumento dei costi di produzione. È questa la richiesta avanzata dal Presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei che ha partecipato alla riunione della Commissione di Allerta rapida convocata oggi dal Ministero delle Imprese.
“C’è grande preoccupazione tra le nostre strutture cooperative trasformazione – ha spiegato il Presidente – per il costo del gas già raddoppiato e per l’incremento del costo dell’energia elettrica. Le quotazioni risultano in crescita e le previsioni per le forniture delle prossime settimane indicano un ulteriore possibile surriscaldamento dei prezzi. Non potendo intervenire sul costo della materia prima, il Governo potrebbe a nostro avviso attivarsi da subito con una misura di salvaguardia temporanea, magari per un mese o alcune settimane, per ridurre o bloccare le accise così da fare compensare anche solo parzialmente ingenti aumenti del costo energetico per le aziende”.
“Si spera che il conflitto duri davvero duri poco e non vada oltre le due settimane”, ha argomentato il Presidente, che ha posto l’attenzione nel corso del suo intervento anche sulle difficoltà relativa alla logistica, con il blocco di diversi container già imbarcati o in transito che trasportano produzioni di ortofrutta fresca, mele e kiwi, nonché sui possibili aumenti dei prezzi delle commodities cerealicole, legati al rialzo dei noli e dei premi assicurativi sulle importazioni che sono schizzati in pochi giorni fino a un costo di 2 milioni per una nave”.
A preoccupare infine la federazione agricola di Confcooperative c’è l’aumento del costo del credito alle aziende che operano nei paesi dell’area coinvolta dal conflitto, a cui si aggiungono le incognite sulla solvibilità dei clienti presenti nei mercati interessati dal conflitto. “L’auspicio per le nostre produzioni made in Italy di conquistare nuovi sbocchi di mercato nei paesi emergenti – ha concluso Drei – rischia ora di tramontare poiché l’area del Medio Oriente è ormai preclusa e più in generale le condizioni di instabilità pesano come un macigno sull’operatività delle nostre aziende”.
Alina Fiordellisi
CONFCOOPERATIVE
Ufficio stampa
Via Torino 146
00184 ROMA
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