(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Thu 05 March 2026 Le stelle più antiche della Via Lattea ci aiutano a scoprire l’età dell’Universo
Misurando l’età delle stelle più antiche della nostra galassia, un gruppo internazionale
di ricercatrici e ricercatori ha cercato di determinare un valore minimo per l’età
dell’intero cosmo. Il risultato – 13,6 miliardi di anni – sarebbe in contrasto con una delle
misurazioni della costante di Hubble
L’Universo non può essere più giovane delle sue stelle più anziane. Un gruppo di
ricercatrici e ricercatori dell’Università di Bologna, e associati INAF, e dell’Istituto Leibniz
per l’Astrofisica di Potsdam (AIP, Germania) è partito da questa (apparentemente)
semplice idea per cercare una soluzione ad una delle questioni più dibattute nella
cosmologia moderna: il valore della costante di Hubble, che misura la velocità di
espansione dell’universo, e quindi la sua età.
Dall’indagine – pubblicata su Astronomy & Astrophysics – è emerso che le stelle più
anziane della Via Lattea avrebbero fino a 13,6 miliardi di anni, e questa età sarebbe in
contrasto con il risultato di una delle misurazioni della costante di Hubble.
“Calcolare l’età delle stelle è di per sé una sfida complessa, ma oggi viviamo in un’epoca
in cui la quantità e la qualità dei dati disponibili ci consentono di raggiungere una
precisione senza precedenti e, per la prima volta, risultati statisticamente significativi”,
spiega Elena Tomasetti, dottoranda la Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto
Righi” dell’Università di Bologna, associata INAF e prima autrice dello studio. “I risultati
che abbiamo ottenuto, benché non ancora conclusivi, ci forniscono un importante
vincolo indipendente per arrivare a una risposta definitiva su quale sia l’età
dell’Universo”.
I diversi metodi per misurare la costante di Hubble – che indica la velocità di espansione
dell’Universo al tempo presente – portano a risultati tra loro diversi e, nonostante
decenni di ricerche, la comunità astrofisica non ha ancora trovato una spiegazione
chiara di questa discrepanza. In particolare, le due misurazioni più utilizzate portano a
età cosmiche di circa 13 e 14 miliardi di anni.
Qual è quella corretta? Per cercare una risposta, gli studiosi sono partiti da un’idea
semplice ma potente: l’Universo non può essere più giovane delle stelle che contiene.
Se si riuscisse quindi a misurare l’età delle stelle più antiche della nostra galassia,
potrebbe essere possibile determinare anche un valore minimo per l’età dell’Universo.
L’indagine è partita da un catalogo di oltre 200 mila stelle della Via Lattea, compilato a
partire dai dati del satellite Gaia dell’ESA, le cui misure consentono di determinare le
età stellari con una precisione senza precedenti.
“A partire da questo catalogo, realizzato dal gruppo di ricerca dell’AIP guidato da
Cristina Chiappini, abbiamo selezionato con grande attenzione un campione delle stelle
più antiche e con le misure di età più affidabili”, dice Tomasetti. “Il processo di selezione
è stato cruciale: abbiamo privilegiato la qualità rispetto alla quantità, scegliendo solo le
stelle per cui l’età poteva essere determinata in modo accurato ed eliminando possibili
contaminazioni”.
Il campione finale è composto da circa un centinaio di stelle, con un’età media intorno
a 13,6 miliardi di anni: troppo elevata per le misurazioni secondo cui l’Universo avrebbe
13 miliardi di anni, ma compatibile con un’età del cosmo intorno a 14 miliardi di anni.
“Sebbene incoraggianti, i nostri risultati non sono ancora conclusivi a causa delle
incertezze nelle stime delle età stellari”, precisa Tomasetti. “Ci aspettiamo
miglioramenti significativi dai prossimi dati del satellite Gaia, che offriranno un
campione ancora più ampio di stelle con misure ancora più precise”.
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