(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Thu 05 March 2026 425450
COMUNICATO STAMPA
A CASA ROBEGAN LA MOSTRA CALAMITA/À
Arte, memoria e paesaggio per riflettere sulle Dolomiti e sulla catastrofe del Vajont
Treviso, 5 marzo 2026
Il 2026 segna un appuntamento di grande importanza internazionale, le Olimpiadi invernali di MilanoCortina 2026. Un’occasione unica per raccontare e valorizzare un territorio che vive di sport, natura e passione, d’inverno e d’estate, tra sci, ghiaccio e roccia. È anche l’opportunità per riflettere sul paesaggio montano, sulla sua storia, sull’identità che esprime e sui cambiamenti che lo attraversano.
Nasce in questo contesto la mostra CALAMITA/À, ospitata a Casa Robegan, un progetto che come suggeriscono le due parole che compongono il titolo esplora il tanto affascinante quanto fragile equilibrio delle Dolomiti.
All’interno dello scenario delle Dolomiti, emergono le tracce di un legame secolare tra la montagna e il suo valore identitario e culturale, mentre lo sguardo si proietta verso un grande appuntamento di rilevanza globale come i Giochi Olimpici invernali del 2026.
Il progetto trae origine da uno degli eventi più drammatici della storia recente del Paese: il Disastro del Vajont. Il 9 ottobre 1963 quasi duemila persone persero la vita travolte da una gigantesca onda di acqua e fango provocata da un’enorme frana precipitata nel bacino idroelettrico del Vajont. A oltre sessant’anni di distanza, la tragedia rimane tra i più gravi disastri ambientali causati dall’azione dell’uomo.
CALAMITA/À (2013–ongoing) è un progetto artistico di ricerca multidisciplinare nato nel 2013, a cura di Gianpaolo Arena e Marina Caneve. Il lavoro prende avvio proprio dalla memoria del Vajont e si sviluppa attorno a una domanda fondamentale: come riconoscere e vedere la catastrofe che si avvicina, in un’epoca in cui crisi ambientali e trasformazioni del paesaggio si susseguono senza soluzione di continuità?
Nella prima fase, durata tre anni, il progetto ha coinvolto oltre cinquanta artisti e ricercatori con interventi site specific e progetti a breve termine dedicati alla rappresentazione della catastrofe e alla riflessione su temi come la trasformazione del paesaggio, lo sfruttamento delle risorse energetiche, il rapporto tra uomo, natura e potere, l’emarginazione sociale delle minoranze e l’identità individuale e collettiva.
Dal 2016 il focus si è concentrato sui lavori a lungo termine di un gruppo ristretto di autori, avviati tra il 2013 e il 2015: Gianpaolo Arena, Marina Caneve, Céline Clanet, François Deladerriere, Petra Stavast e Jan Stradtmann.
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