(AGENPARL) - Roma, 4 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 04 March 2026 Ruffino (Az): “Senza parità di genere, l’Italia perde crescita e futuro”
“Se guardiamo la condizione delle donne nel nostro Paese, dobbiamo
riconoscere come molti ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza non
sono stati rimossi. Alcuni passi sono stati compiuti, come la Strategia
nazionale per la parità di genere 2021-2026, ma i dati ci consegnano un
quadro ancora fragile: secondo l’indice sull’uguaglianza di genere,
l’Italia ha migliorato il proprio punteggio ma resta quattordicesima in
Europa. Inoltre, il tasso di occupazione femminile nel 2024 si attesta al
53,3 rispetto al 71 maschile e le donne rappresentano il 67% dei lavoratori
part time. Siamo, quindi, di fronte a un problema concreto e strutturale”.
Così Daniela Ruffino, deputata di Azione, intervenuta alla Camera sulle
mozioni sulla strategia per la parità di genere.
“Sono numeri – ha proseguito Ruffino – che descrivono una disparità di
diritti ma anche una perdita economica per il Paese. Il divario di genere,
infatti, non è un tema settoriale ma una questione di crescita,
produttività, sostenibilità per il sistema previdenziale e per la tenuta
demografica: ogni donna che non può accedere al mercato del lavoro
rappresenta un potenziale non espresso per l’intero sistema-paese. Per
questo la parità di genere è un asse strategico della politica sociale,
industriale e demografica”.
Secondo Ruffino “la nostra mozione indica un metodo: continuità,
monitoraggio, rendicontazione periodica al Parlamento che deve essere messo
nelle condizioni di valutare cosa abbia funzionato e cosa no. E lo
chiediamo anche in relazione al Pnrr che non è stato solo un piano di
investimenti, ma un patto con il Paese e conteneva la riduzione della
parità di genere. Quindi vogliamo responsabilità: quali obiettivi sono
stati raggiunti, quali sono in ritardo, quali sono stati ridimensionati? E
quali iniziative concrete il governo intende assumere per colmare i divari
ancora aperti? Perché se la più grande stagione di investimenti pubblici
degli ultimi decenni non produce un avanzamento strutturale della
condizione femminile, allora abbiamo perso un’occasione storica e il
Parlamento ha il dovere di saperlo”.
*Ufficio Stampa Azione*
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