(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2026 - I prezzi del gas in Europa sono aumentati di oltre il 100% in seguito alle tensioni nello Stretto di Hormuz e all’interruzione delle spedizioni di gas naturale liquefatto (GNL), in un contesto di forte instabilità geopolitica nella regione.
Prima dell’escalation, i prezzi avevano chiuso a 31,95 euro per megawattora il 27 febbraio. Dopo l’interruzione del traffico marittimo e le sospensioni produttive, i futures di aprile presso il Dutch Title Transfer Facility (TTF) sono saliti fino a 65,50 euro per megawattora, segnando un forte incremento rispetto alla sessione precedente.
La situazione si è aggravata dopo che la compagnia energetica statale QatarEnergy ha sospeso la produzione nei principali impianti di GNL a Ras Laffan e Mesaieed, citando motivi di sicurezza. Il Qatar rappresenta circa il 20% della capacità mondiale di esportazione di GNL, rendendo l’interruzione uno degli shock più significativi per i mercati energetici globali negli ultimi anni.
Il blocco del traffico nello Stretto di Hormuz, punto strategico per circa un quinto delle esportazioni mondiali di GNL, ha aumentato le preoccupazioni per possibili carenze di approvvigionamento. Gli operatori di mercato temono una maggiore competizione tra Europa e Asia per le forniture alternative, in particolare dagli Stati Uniti e dall’Australia.
I livelli di stoccaggio del gas nell’Unione Europea si attestano intorno al 30%, inferiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, aumentando la vulnerabilità del mercato europeo a ulteriori interruzioni.
Il gruppo di coordinamento del gas naturale dell’Unione Europea è atteso a riunirsi il 4 marzo per valutare l’impatto della crisi e discutere eventuali misure di risposta per stabilizzare il mercato energetico.