(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Tue 03 March 2026 (ACON) Trieste, 3 mar – Il Piano generale di politica
linguistica per il friulano 2026-30 incassa il parere favorevole,
a maggioranza, della V Commissione del Consiglio regionale
presieduta da Diego Bernardis (Fedriga presidente); astenute le
Opposizioni, che avrebbero voluto un percorso partecipativo pi?
ampio e condiviso per la sua elaborazione.
Il Piano quinquennale ? il documento strategico elaborato
dall’Agenzia regionale per la lingua friulana (Arlef) per
tutelare, valorizzare e promuovere l’uso del friulano in tutti
gli ambiti della vita sociale, cos? come previsto dalla legge
regionale 29/2007. “Rispetto ai precedenti – ha ricordato in
apertura dei lavori della Commissione l’assessore regionale
Pierpaolo Roberti – ? molto pi? puntuale e abbraccia una
molteplicit? di direzioni, chiamate ad elaborare delle
progettualit? per raggiungere i traguardi fissati dal Piano
stesso”.
L’obiettivo complessivo ? migliorare il grado di vitalit? della
lingua, o almeno frenarne il declino. “Stiamo perdendo lo 0,6%
dei parlanti friulano all’anno, anche se dietro a questa
percentuale ci sono segnali di miglioramento – ha sottolineato il
presidente di Arelf, Eros Cisilino, affiancato dal direttore
William Cisilino – con la possibilit? di investire in settori
fertili, come la scuola, le nuove tecnologie e anche il mondo del
lavoro. L’intenzione ? creare ambienti in cui si ritrova nella
lingua friulana non solo la valorizzazione territoriale, ma anche
un uso pratico ed efficace della marilenghe stessa”.
“Difficile dare una valutazione complessiva del Piano nel merito,
poich? ci sono degli aspetti differiti a un momento successivo”,
ha quindi commentato Giulia Massolino (Patto per
l’Autonomia-Civica Fvg), che ha evidenziato anche la mancanza sia
degli indicatori di prodotto del documento precedente, sia di
parametri per un monitoraggio intermedio degli effetti del nuovo
Piano quinquennale.
? sceso molto nel dettaglio il collega Enrico Bullian: “Intravedo
luci e ombre, ci sono attivit? migliorabili e impostazioni
sbagliate”, ha detto, sottolineando “l’enfasi di alcuni passaggi
come deriva linguistica in corso, ambiti permeabili alle
infiltrazioni della lingua dominante, politiche pubbliche di
conversione linguistica”. Tra gli altri, Bullian ha citato anche
“il dato dell’indagine sociolinguistica di Arlef per il quale ben
oltre il 75% dei monfaconesi non si sente friulano. Non sembrava,
dunque, campata in aria la richiesta di rappresentare Monfalcone
in un altro modo sulla cartina per le scuole”, ha concluso.
Per Laura Fasiolo (Pd) “si ? vista nel Piano l’evoluzione della
progettualit?, ma serve maggiore forza per un monitoraggio dei
risultati in itinere e anche un maggiore sostegno alle
istituzioni scolastiche. Se si abbandona una lingua, si perdono
pezzi di cultura e di conoscenza. Mi preoccupa il fatto che a
Gorizia solo il 28% parli friulano: l’auspicio ? che si possa
dare pi? effervescenza a questo mondo che ci appartiene”.
Markus Maurmair (FdI) ha posto l’accento sui fondi investiti in
questi anni dall’amministrazione regionale per il sostegno e lo
sviluppo della lingua friulana, in tutti i settori, “perch? ?
alla base di un percorso che va nella direzione della
salvaguardia della nostra specialit?”.
“Stiamo ragionando su temi importanti per cultura, storia,
identit? di un popolo. Lo riconosce lo Statuto del Fvg – ha
aggiunto Roberto Novelli (FI) -. Quando si guarda un Piano come
questo, bisogna andare oltre alle discrepanze e puntare alla
sostanza perch? senza di esso, anche se migliorabile, ci? di cui
oggi stiamo parlando scomparir?”. Il forzista ha sottolineato
anche l’importanza dell’uso del friulano soprattutto in certi
ambiti, come quello sanitario, dove “la lingua ? quasi un
chiavistello per ottenere pi? fiducia, avere una comunicazione
pi? diretta, trasmette un messaggio”.
“Pur apprezzando il buon lavoro di Arlef, penso che nelle scuole
bisognerebbe fare di soprattutto per per quanto riguarda la
formazione degli insegnanti”, ha sottolineato Furio Honsell
(Open Sinistra Fvg) individuando altri due elementi su cui far
leva: le imprese e il mondo dell’editoria.
Anche Manuela Cellotti (Pd), cos? come altri esponenti delle
Opposizioni, ha chiesto di poter audire in Commissione i maggiori
portatori di interesse e le associazioni per giungere a un Piano
pi? partecipato. “La traduzione dei siti ? importate, perch? d?
dignit? alla lingua”, ha aggiunto prima di ribadire che
“l’eliminazione delle premialit? per il friulnao nei bandi per la
cultura ? stato un errore”. Celotti ha concluso esortando un
impegno maggiore e trasversale per un’informazione stabile in
lingua friulana anche nei programmi Rai.
Sempre in casa Pd, Massimilino Pozzo ha richiamato l’attenzione
sulla necessit? di una tempistica certa per l’erogazione dei
contributi alle associazioni, evidenziando le difficolta nel
raggiungere i risultati “quando si naviga controcorrente: la
societ? sta cambiando profondamente, non possiamo non tenerne
conto per valutare l’impatto delle nostre azioni. Bene puntare
sulle nuove tecnologie”.
Dello stesso parere Lucia Buna (Lega): “Bene la digitalizzazione,
che va potenziata per arrivare ai nostri giovani, che non sono
completamenti scevri da questa lingua. Se ci saranno delle
audizioni, propongo di sentire anche le emittenti
radiotelevisive”.
“Vent’anni fa mi vergognavo ad esprimermi in friulano se mi
trovavo a Udine – ha ricordato Mauro Di Bert (Fp) -. Ora posso
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