(AGENPARL) - Roma, 2 Marzo 2026 - L’operazione militare su larga scala lanciata il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro l’Iran potrebbe provocare un significativo aumento dei prezzi del petrolio e dei prodotti raffinati. È quanto ha dichiarato alla TASS l’analista e blogger statunitense Andrew Napolitano.
Secondo Napolitano, la chiusura dello Stretto di Hormuz rappresenta un fattore chiave nell’innalzamento dei prezzi energetici a livello globale. “Lo Stretto di Hormuz è chiuso. Ciò significa che il prezzo della benzina salirà ovunque nel mondo. Naturalmente, anche il prezzo del petrolio salirà, dato che i prezzi della benzina seguono quelli del petrolio”, ha affermato.
Lo Stretto di Hormuz è una delle principali rotte marittime per il trasporto mondiale di greggio, e qualsiasi interruzione del traffico può avere ripercussioni immediate sui mercati internazionali dell’energia.
Il 28 febbraio, Washington e Tel Aviv hanno avviato un’operazione militare che ha colpito diverse città iraniane, tra cui Teheran. La Casa Bianca ha giustificato l’azione citando presunte minacce missilistiche e nucleari provenienti da Teheran. In seguito agli attacchi, la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, e altre figure di spicco della leadership iraniana sono rimaste uccise.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha annunciato un’operazione di rappresaglia, mentre la comunità internazionale osserva con preoccupazione le possibili conseguenze economiche e geopolitiche dell’escalation.
