(AGENPARL) - Roma, 27 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 27 February 2026 Comando Provinciale Carabinieri Palermo
Palermo, 27 febbraio 2026
COMUNICATO STAMPA
I CARABINIERI SEQUESTRANO FUCILE CLANDESTINO E DROGA
DENUNCIATA UN’INTERA FAMIGLIA.
Prosegue senza sosta l’attività di controllo del territorio e di contrasto all’illegalità diffusa da parte
dei Carabinieri della Compagnia di Carini. L’operazione scaturisce dagli sviluppi investigativi
maturati a seguito di una recente attività dei militari della Stazione di Capaci, che lo scorso febbraio
avevano arrestato un giovane di 21 anni per il reato di produzione, traffico e detenzione di sostanze
stupefacenti, alterazione di armi e armi clandestine, nonché denunciato in stato di libertà il fratello
per detenzione e spaccio.
Approfondendo gli elementi emersi in quella circostanza, i Carabinieri della Stazione di Capaci, con
il supporto dei colleghi delle Compagnie di Carini e Palermo San Lorenzo, hanno eseguito una serie
di perquisizioni mirate che hanno portato al deferimento in stato di libertà di tre persone
appartenenti allo stesso nucleo familiare.
Le attività di ricerca, estese a diverse abitazioni nella disponibilità dei soggetti monitorati, hanno
consentito di rinvenire, nell’appartamento di una donna 87enne, un fucile a canne mozze privo di
matricola e 27 munizioni di vario calibro. Nell’abitazione del figlio 57enne e del nipote 21enne, i
militari hanno trovato un’ulteriore munizione calibro 12 e circa 45 grammi di marijuana.
Alla luce di quanto sequestrato, i Carabinieri hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso
il Tribunale di Palermo l’anziana e il figlio, ritenuti responsabili in concorso di detenzione di arma
clandestina e detenzione abusiva di munizioni. Il nipote dovrà invece rispondere di detenzione di
sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Il fucile è stato posto sotto sequestro, mentre la droga è stata inviata al Laboratorio Analisi delle
Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale di Palermo per le analisi di rito.
È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur
gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero
iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna
passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.
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