(AGENPARL) - Roma, 25 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Wed 25 February 2026 CNA Lombardia accoglie favorevolmente il nuovo progetto di legge
sullartigianato approvato da Regione Lombardia, che mira al riordino della
stessa normativa regionale, mantenendo un collegamento con la legge
politiche a sostegno delle imprese. Allo stesso tempo la Confederazione si
mostra però propositiva e strategica offrendo un sostegno condizionato a un
orientamento preciso delle politiche pubbliche, puntando a uninnovazione
sistemica e strategica che comprenda i reali bisogni dellattuale mondo
dellartigianato (filiere, nuove organizzazioni, evoluzione tecnologica).
Per CNA Lombardia questo PDL è utile proprio perché prova a mettere ordine
e a orientare le politiche su ciò che oggi conta davvero: persone, credito,
innovazione e qualità – afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA
Lombardia -. Per queste ragioni confermiamo la valutazione favorevole e
ribadiamo la disponibilità a collaborare, in particolare nella fase
attuativa, per rendere efficaci e misurabili gli interventi previsti.
Chiediamo anche coerenza con un principio che per noi rappresentanti delle
micro e piccole imprese è fondamentale, ovvero il Think Small First dello
Small Business Act, cioè pensare prima di tutto in piccolo, e quindi
costruire regole, bandi e procedure adeguati a questi tagli dimensionali
proprio per favorire la crescita delle imprese.
Il nuovo progetto di legge tocca con coscienza alcune delle più grandi
urgenze che riguardano le PMI e lartigianato italiano, in particolare
lombardo, e per cui da anni CNA Lombardia è attiva:
1. La centralità del capitale umano e il difficile cambio
generazionale
2. Laccesso al credito per le PMI
3. LInnovazione come fattore di attrattività
Il ricambio generazionale è spesso difficile e CNA ha evidenziato come due
figli su tre non proseguono lattività di famiglia, con il rischio concreto
di perdere competenze, botteghe, micro-filiere e presidio economico sui
territori. E questa difficoltà si incrocia con unaltra emergenza, ovvero la
fatica a trovare lavoratori, con una difficoltà di reperimento che in
Lombardia resta molto alta.
Portiamo dentro i percorsi i fabbisogni reali delle aziende, mettiamo a
disposizione imprenditori e tecnici per la progettazione delle competenze,
per la docenza e per i laboratori, e soprattutto apriamo le imprese per
stage, apprendistati e inserimenti – sottolinea Bozzini -. È così che
trasformiamo lorientamento in esperienza concreta e costruiamo quel
capitale umano che serve al ricambio generazionale: non con slogan, ma con
filiere formative agganciate al lavoro vero.
Negli ultimi quattro anni il credito si è ristretto, con minori erogazioni
nette per 7 miliardi di euro; e limpatto maggiore ricade sulle piccole
imprese, che segnano un calo dei prestiti del 23,8% dal 2021 al 30 settembre
2025. In questo scenario, strumenti quali fondi di garanzia e fondi
rotativi, contributi in conto interessi, sostegno ai Confidi e misure di
patrimonializzazione non sono interventi marginali, ma condizioni abilitanti
per investire, gestire le fasi cicliche, rendere praticabili i passaggi
generazionali e accompagnare la transizione.
Riteniamo che Finlombarda debba rafforzare il proprio ruolo di
stabilizzatore e di primo rischio, così da rendere più sostenibile
loperatività degli intermediari privati e favorire flussi di liquidità a
condizioni compatibili con i margini delle imprese – spiega il Presidente di
CNA Lombardia -. Parallelamente, per raggiungere davvero la micro impresa è
indispensabile consolidare una filiera operativa con i Confidi: più plafond
dedicati, maggiore integrazione procedurale e tempi di delibera più rapidi.
Serve un attore regionale capace di fare massa critica e incidere sulle
condizioni reali di accesso al credito.
Infine, la nuova legge pone un importante accento su digitalizzazione e
sostenibilità, che sono oggi leve decisive per la competitività delle
piccole e medie imprese. Permettono di aumentare produttività, qualità e
capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato. Favoriscono inoltre
lattrazione di nuove competenze e migliorano limpatto ambientale delle
attività produttive.
Investire in queste trasformazioni significa rafforzare la resilienza e
garantire crescita duratura nel tempo – afferma Bozzini -. Per questo anche
in questo caso vediamo una direzione corretta intrapresa da Regione
Lombardia, perché è una scelta che, oltre a migliorare produttività e
posizionamento delle imprese, le aiuta ad essere più attrattive per i
giovani e per le competenze tecniche che stiamo cercando.
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