(AGENPARL) - Roma, 25 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Wed 25 February 2026 Se non visualizzi correttamente la comunicazione, clicca qui
COMUNICATO STAMPA
I PAESAGGI DELL’APPIA TRA MELFI E VENOSA
MOSTRA FOTOGRAFICA
CASALE DI SANTA MARIA NOVA
27 FEBBRAIO / 31 MAGGIO 2026
Roma, 25 febbraio 2026 – Venerdì 27 febbraio alle 11.00 inaugura nel Casale di Santa Maria Nova, in via Appia antica 251, la mostra fotografica I paesaggi dell’Appia tra Melfi e Venosa, promossa dai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa e dal Parco Archeologico dell’Appia Antica e curata da Tommaso Serafini, Simone Quilici, Erminia Lapadula e Daniele Biffino. L’iniziativa si inserisce nelle attività di valorizzazione e promozione dei paesaggi storici legati alla “Via Appia. Regina Viarum”, rendendo omaggio ai territori attraversati dall’antica strada e alle molteplici stratificazioni culturali che li caratterizzano. In particolare, l’esposizione propone un racconto per immagini del tratto dell’antica via che attraversa il nord della Basilicata, tra Melfi e Venosa, passando per Rapolla.
Realizzata in collaborazione con il Circolo fotografico “Controluce” di Statte (affiliato FIAF-ETS) e l’Archeoclub di Melfi, con il patrocinio dei Comuni di Melfi e di Statte, l’esposizione è alla sua seconda tappa, dopo un primo allestimento nelle Scuderie del Castello di Melfi, supportato da un’erogazione liberale tramite Art Bonus.
Obiettivo del progetto espositivo è portare all’attenzione del grande pubblico un patrimonio meno noto del segmento meridionale dell’Appia: luoghi al di fuori dei circuiti più frequentati ma ricchi di testimonianze storiche, emergenze archeologiche e paesaggi di straordinaria suggestione, ciascuno custode di una propria e significativa identità.
Attraverso i 38 scatti in bianco e nero, opera di undici fotografi e fotografe non professionisti, il percorso espositivo si articola in quattro nuclei tematici. Un racconto visivo che si snoda tra colline e campi, restituendo l’immagine di un paesaggio insieme antico e contemporaneo, da sempre crocevia di genti e culture.
Nel territorio documentato dalle immagini, il tracciato dell’Appia conserva importanti testimonianze materiali, tra cui tratti di acciottolato e brevi basolati, oltre a opere infrastrutturali come il Ponte dell’Arcidiaconata e la tagliata del vallone Sanzanello. In quest’area, inoltre, fu rinvenuto a metà Ottocento il Sarcofago di Rapolla, oggi opera identitaria del Museo “Massimo Pallottino” di Melfi. Il percorso conduce infine a Venosa, colonia fondata nel 291 a.C., il cui impianto urbanistico è oggi leggibile nel Parco Archeologico posto all’estremità nord-orientale dell’abitato moderno e scenograficamente definito, sul lato orientale, dalla monumentale Incompiuta.
Come sottolinea il Direttore Generale Musei Massimo Osanna, «l’iniziativa costituisce un’espressione concreta della virtuosa collaborazione tra due Istituti del Ministero della Cultura lungo il tracciato della via Appia, che racconta luoghi di straordinaria valenza storica e paesaggistica, lungo itinerari forse meno battuti, eppure sicuramente meritevoli di essere esplorati e apprezzati».
Come afferma Luana Toniolo, direttrice delegata del Parco Archeologico dell’Appia Antica: “Il Parco, nato per tutelare e far conoscere un territorio unico al mondo che dal centro di Roma si estende fino alle pendici dei Castelli Romani, è ben lieto di ospitare questa mostra. È un esempio tangibile di quelle attività di valorizzazione dell’intero tracciato dell’Appia da Roma a Brindisi, che sono tra i compiti principali di questo Istituto e che si esplicano raccordando le varie comunità e istituzioni locali in una gestione attiva e partecipata”.
Indirizzo:Casale di Santa Maria Nova, via Appia Antica 251, Roma
Informazioni:
www.parcoarcheologicoappiaantica.it
CONTATTI
Ufficio comunicazione e promozione del patrimonio e gestione dei servizi culturali
Fiume Ofanto, tra i territori di Rocchetta S. Antonio e Melfi.Il ponte di Santa Venere
Rapolla, Toppo d’Aguzzo.Vigneti di Aglianico sullo sfondo del Vulture
Venosa, Piano di Camera.La via Appia punta ad est, verso la Puglia
Venosa. Con una modesta tagliata la via Appia supera un dosso presso Masseria Catena
Venosa, Piano di Camera
Rapolla, vallone dell’Arcidiaconata
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