(AGENPARL) - Roma, 24 Febbraio 2026(AGENPARL) – Tue 24 February 2026 OSSERVATORIO CONSUMI CONFIMPRESE-JAKALA
Gennaio 2026 vs gennaio 2025: +0,6%
L’Osservatorio permanente sui consumi Confimprese-Jakala evidenzia una crescita del +0,6% a valore nel mese di gennaio vs gennaio 2025, ma l’andamento dei consumi, sia pure con un debole segnale positivo, segnala una stabilizzazione ancora fragile.
Nei settori merceologici solo la ristorazione chiude in campo positivo a + 3,9%.
Continua la debolezza di abbigliamento-accessori a -0,3% e di altro retail a -1,7%.
Nei canali di vendita positivi i centri commerciali a +1,3% come i negozi di prossimità a +1,7%. Non si arresta l’andamento in campo negativo per le high street nei centri storici e centri città che registrano -2,4%.
Nelle regioni Basilicata in testa a +4,3%, Calabria fanalino di coda a -3,9%.
Nelle città di provincia Napoli a +5,9%, Trapani a -5,5%.
Regione-Provincia Variazione %
BASILICATA 4,3%
PUGLIA 4,1%
SARDEGNA 3,3%
FRIULI-VENEZIA GIULIA 3,1%
MOLISE 2,2%
LIGURIA 1,9%
LOMBARDIA 1,8%
VENETO 0,9%
ABRUZZO 0,5%
MARCHE 0,4%
UMBRIA 0,3%
TRENTINO ALTO ADIGE 0,2%
EMILIA-ROMAGNA -0,1%
PIEMONTE -0,3%
TOSCANA -1,1%
LAZIO -2,04%
SICILIA -2,6%
CALABRIA -3,9%
Milano, 24 febbraio 2026 – Il mese di gennaio è partito con un +0,6% di crescita a valore su gennaio 2025, segnando una leggera inversione di tendenza rispetto alla chiusura dei 12 mesi 2025 a -1,4% e in linea con l’inflazione del +0,4% su base mensile. Una mano, soprattutto al settore più in difficoltà, quello di abbigliamento-accessori, è arrivata anche dai saldi che sono partiti bene al +6%, salvo poi ridurre la spinta propulsiva dettata dall’euforia del momento.
Dalla fotografia riportata dall’Osservatorio permanente Confimprese-Jakala emerge che l’indicatore dei consumi è di fatto uno stallo e che le attuali condizioni geopolitiche di incertezza internazionale, con la nube di nuovi dazi all’orizzonte, segnalano una stabilizzazione ancora fragile.
«Partenza dell’anno 2026 in linea con le aspettative – afferma Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese –, ovvero con una crescita a perimetro costante inferiore al punto percentuale dello 0,6%. Tuttavia, un buon avvio della ristorazione, che segna un incoraggiante +3,9% insieme alle significative attività olimpiche di febbraio fanno sperare in un inizio anno meno grigio rispetto agli ultimi mesi dello scorso anno. Occorre aspettare l’evolversi della situazione fino almeno ad aprile per poter valutare meglio se il 2026 mostrerà segni di recupero della fiducia e conseguentemente dei consumi».
Nei settori merceologici si segnala la flessione di abbigliamento-accessori a -0,3%, frutto di una situazione saldi che di fatto, a parte la fiammata iniziale, si è poi consumata in fretta.
In campo negativo anche altro retail (casa-arredo, elettronica, telefonia, libri, cura persona, servizi), che con un -1,7% prolunga la scia negativa che ha caratterizzato il settore per quasi tutto il 2025. I consumatori privilegiano gli acquisti di beni di prima necessità e rimandano quelli superflui e voluttuari, con l’occhio sempre vigile al rapporto qualità-prezzo.
L’unico comparto che fa segnare una nota positiva è la ristorazione, che in gennaio registra un interessante +3,9%, risultato di una normalizzazione complessa, in cui i consumatori privilegiano il consumo veloce, il food delivery. Tra i format che stanno guadagnando terreno c’è il fast casual dining, che fonde l’alta qualità del fine dining con la rapidità del fast food. Questo segmento risponde alla domanda di consumatori che vogliono cibo di buona qualità senza tempi lunghi di attesa e senza compromessi sul servizio.
Nei canali di vendita si registra la tenuta sia dei centri commerciali che chiudono a +1,3% sia dei negozi di prossimità a +1,7%. Questi ultimi consolidano una tendenza andata sempre più rafforzandosi nel post-covid, che privilegia il negozio vicino a casa e riduce i tempi di percorrenza. Si prolunga, di contro, la debolezza delle high street e dei punti vendita situati nei centri storici delle città che chiudono a -2,4%.
Nelle regioni Basilicata in testa a +4,3%, Calabria fanalino di coda a -3,9%.
Nelle città di provincia Napoli a +5,9%, Trapani a -5,5%.
SETTORI MERCEOLOGICI Gen26 vs Gen25
Abbigliamento/Accessori -0,3%
Ristorazione +3,9%
Altro Retail -1,7%
Totale Mercato +0,6%
CANALI DI VENDITA Gen26 vs Gen25
Centro Commerciale +1,3%
High Street -2,4%
Prossimità +1,7%
Contact:
Laura Galdabini
Ufficio Stampa Confimprese
L’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento-accessori e retail non food è elaborato a partire da dati consolidati e anonimizzati di fatturati delle aziende aderenti al progetto e dati Jakala, quali per esempio dati territoriali, dati socio-demografici, dati sui flussi anonimi di frequentazione dei luoghi.
CONFIMPRESE
Confimprese è l’associazione italiana leader nel retail che raggruppa primari operatori con reti dirette e in franchising, ne tutela gli interessi e favorisce lo sviluppo di punti vendita e marchi in Italia e all’estero. In Italia Confimprese rappresenta oltre 500 marchi commerciali, 100mila punti vendita e 1,2 milioni di addetti.
