(AGENPARL) - Roma, 23 Febbraio 2026(AGENPARL) – Mon 23 February 2026 *Cnpr forum: “Emergenza abitativa, giovani e famiglie in difficoltà”*
*Rotondi (FdI): “Priorità è manutenzione patrimonio immobiliare”*
*Zambito (PD): “Aumentare offerta alloggi a canone sostenibile”*
*Sala (FI): “Incentivare gli affitti a lungo termine”*
*Santillo (M5s): “Una famiglia su quattro che vive in affitto è in povertà
assoluta”*
«Quando si affronta il tema dell’emergenza abitativa, è necessario
innanzitutto analizzare la situazione esistente. In Italia, a differenza di
molti altri Paesi europei, il patrimonio edilizio non viene rinnovato con
continuità, anche perché la proprietà è fortemente frammentata.
Un problema che non può essere risolto solo con interventi locali: serve
una strategia nazionale e un’azione strutturata dello Stato. Prima ancora
della questione delle locazioni difficili, c’è un nodo che riguarda
l’urbanistica delle grandi città e la sicurezza degli edifici costruiti tra
gli anni ’40 e ’60 con materiali spesso inadeguati. Al di là del rischio
sismico presente in alcune aree, si stanno verificando crolli che non
possono essere attribuiti, come spesso si sostiene, a interventi recenti,
ma che hanno cause strutturali profonde. Il degrado del cemento armato è un
tema serio: si stima una durata media di circa cento anni, ma in molti casi
gli edifici hanno già superato i 70/80 anni. Non possiamo permetterci di
verificare sulla pelle delle persone se queste previsioni siano corrette.
Occorre intervenire con responsabilità e visione, mettendo al centro la
sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio».
Lo ha dichiarato *Gianfranco Rotondi* (FdI), vicepresidente della
commissione Politiche dell’Unione Europea, nel corso del Cnpr forum
“Emergenza abitativa: giovani e famiglie in difficoltà, sfide e soluzioni”
promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti
contabili, presieduta da *Luigi Pagliuca*.
«Il provvedimento più urgente è aumentare l’offerta di alloggi a canone
sostenibile. Per farlo – sottolinea *Ylenia Zambito* (PD), segretario della
commissione Lavoro del Senato – serve finanziare un piano pubblico
strutturale. I Comuni devono poter contare su risorse stabili ogni anno,
senza dipendere dalle scelte della legge di bilancio del governo di turno.
Per il Partito Democratico la casa è un diritto e non può essere lasciata
alle sole dinamiche speculative del mercato. È necessario recuperare le
circa 100mila case popolari oggi inutilizzate perché bisognose di
manutenzione, interventi che i Comuni non riescono a sostenere per mancanza
di fondi, lasciandole così vuote. Centomila abitazioni rappresentano
un’enormità, equivalgono a un’intera città. Questa è l’urgenza principale.
Occorre inoltre rilanciare l’edilizia residenziale pubblica e quella
sociale, rendendo strutturali strumenti recentemente attivati come il
PINQuA e assicurando quella continuità di programmazione indispensabile. Va
infine rifinanziato il fondo per il sostegno all’affitto, che questo
governo ha azzerato».
Sulla accessibilità degli affitti si è soffermato *Fabrizio Sala*, deputato
di Forza Italia in Commissione Finanze della Camera: «Per rendere
accessibile questo mercato occorre muoversi su due direttrici chiare e
complementari. La prima è incentivare gli affitti a lungo termine,
intervenendo sulla semplificazione dei contratti senza aumentare la
pressione fiscale. Le recenti manovre hanno inciso soprattutto sugli
affitti brevi; anche su questo fronte è necessario riflettere, per favorire
la liberazione di immobili e riportarli stabilmente sul mercato. Dall’altra
parte, dopo le distorsioni prodotte dal Bonus 110, bisogna puntare su una
razionalizzazione degli strumenti e su incentivi mirati per recuperare gli
immobili sfitti e rimetterli in circolo. È fondamentale ampliare l’offerta:
siamo di fronte al rischio di una vera esclusione sociale, con la
possibilità di ghettizzare intere fasce della popolazione, come già accade
a Milano, dove l’aumento dei canoni sta rendendo la città sempre meno
accessibile ai ceti medio-bassi. Alcuni quartieri degradati propongono
affitti talvolta più contenuti, ma spesso in condizioni non accettabili,
anche per carenze infrastrutturali, servizi insufficienti e problemi di
mobilità urbana».
Secondo *Agostino Santillo* (M5s) vicepresidente della Commissione Ambiente
e lavori pubblici a Montecitorio: «L’aumento dei canoni di locazione,
soprattutto nelle grandi città, mette in grave difficoltà le famiglie, in
particolare quelle più giovani. Una famiglia su quattro che vive in affitto
si trova in condizioni di povertà assoluta e il costo dell’abitazione
assorbe in media il 44% dello stipendio di un operaio, con punte che
nell’area di Milano raggiungono il 65%. È necessario innanzitutto censire
gli alloggi e gli immobili pubblici e privati inutilizzati o abbandonati,
valutando le cubature già disponibili che potrebbero essere destinate a uso
abitativo. Occorre aggiornare le liste d’attesa e rivedere le classi di
priorità per tutelare i nuclei più fragili. Va rilanciata con decisione
l’edilizia residenziale pubblica e quella sociale. È inoltre fondamentale
garantire una casa a chi ne ha maggiore necessità, contrastando lo
spopolamento delle aree interne e assicurando qualità dell’abitare
attraverso servizi di prossimità, assistenza sanitaria, verde pubblico ed
efficientamento energetico. Piuttosto che destinare risorse agli armamenti,
il Governo li metta nel contrasto al disagio abitato e questa maggioranza
se vuole può passare ai fatti, votando la proposta di legge che stiamo
discutendo alla Camera».
Nel corso dei lavori, moderati da *Anna Maria Belforte*, il punto di vista
dei professionisti è stato espresso da *Mario Chiappuella*, commercialista
e revisore legale dell’Odcec di Massa Carrara: “Nelle grandi città i canoni
di affitto aumentano mentre molti immobili restano inutilizzati, rendendo
l’accesso alla casa sempre più difficile per famiglie e giovani.
L’emergenza abitativa incide su lavoro, studio e natalità, rischiando di
trasformarsi in un fattore di esclusione sociale. Servono interventi
strutturali per rendere il mercato più accessibile e stabile. Tuttavia,
dopo le riforme degli anni 60 e 70, il social housing non è più stato
oggetto di una riforma organica: dall’ultima legge nazionale del 2001 il
settore è stato affidato principalmente al mercato e a iniziative regionali
o locali, senza una strategia complessiva e duratura”.
Le conclusioni sono state affidate a *Paolo Longoni*, consigliere
dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Per rilanciare il mercato delle
locazioni servono politiche di social housing che garantiscano abitazioni a
prezzi sostenibili per chi ne ha bisogno. Affidare tutto alle logiche di
mercato ha portato a un aumento dei canoni e, in alcuni casi, alla
sostituzione dell’affitto con opzioni più redditizie, senza alcuna
regolazione. È quindi necessario un intervento pubblico che riequilibri il
sistema e assicuri accessibilità e stabilità”.
*(nella foto da sinistra in senso orario Rotondi, Zambito, Santillo e Sala)*
