(AGENPARL) - Roma, 21 Febbraio 2026 - L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe valutando diverse opzioni nei confronti dell’Iran, tra cui la possibilità di consentire un arricchimento nucleare “simbolico” e, in uno scenario estremo, azioni militari dirette contro la Guida Suprema Ali Khamenei. Lo riferisce Axios, citando fonti informate.
Secondo il portale, Washington sarebbe pronta a prendere in considerazione una proposta che permetta a Teheran un livello limitato di arricchimento dell’uranio, purché non lasci alcuna possibilità tecnica di sviluppare un’arma nucleare. Questo scenario, seppur fragile, aprirebbe uno spiraglio per un possibile accordo tra i due Paesi.
Parallelamente, tuttavia, a Trump sarebbero state presentate opzioni militari che includono attacchi diretti contro la leadership iraniana. Una delle ipotesi discusse prevederebbe di colpire Khamenei, suo figlio Mojtaba – considerato un possibile successore – e altri esponenti religiosi di vertice. Le fonti sottolineano che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva.
Il 26 gennaio Trump aveva dichiarato che una “imponente armata” si stava dirigendo verso l’Iran, esprimendo al contempo la speranza che Teheran accettasse di negoziare un accordo “giusto ed equo” con la completa rinuncia alle armi nucleari.
Sul fronte diplomatico, il 6 febbraio si è svolto un nuovo round di negoziati nella capitale dell’Oman. La delegazione iraniana era guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, mentre quella statunitense dall’inviato speciale Steve Witkoff.
Il 17 febbraio si è tenuto a Ginevra un secondo round di colloqui, mediati ancora dall’Oman. Araghchi ha dichiarato che sono state raggiunte intese su alcune questioni che potrebbero confluire in una bozza di accordo. Il vicepresidente statunitense JD Vance ha affermato che i colloqui hanno registrato progressi su vari punti, pur riconoscendo che Teheran non ha ancora accettato alcune posizioni chiave avanzate dalla Casa Bianca.
Le parti non hanno annunciato data e sede del prossimo incontro, mentre restano sul tavolo sia l’opzione diplomatica sia scenari di forte escalation.
