(AGENPARL) - Roma, 20 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 20 February 2026 *CATANIA: IL FUTURO SI GIOCA SULLE INFRASTRUTTURE, VISIONE COMUNE PER UNA
CITTA’ CHE CAMBIA*
*In Confindustria istituzioni, imprese e università insieme per un sistema
metropolitano connesso e sostenibile *
Catania, 20 febbraio 2026 – Dal porto all’aeroporto, dalle strade agli
snodi urbani, il futuro del sistema Catania si gioca sulla capacità di
connettere infrastrutture, istituzioni e competenze in una strategia
condivisa di crescita. È questo il messaggio emerso dal convegno
“Infrastrutture e impatto sul futuro sistema Catania”, svoltosi oggi nella
sede di Confindustria Catania, organizzato in collaborazione con il
Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania
e con il Centro di documentazione, ricerca e studi sulla cultura dei
rischi, con il patrocinio di Ance Catania, dell’Ordine degli Ingegneri e
della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia.
Un filo rosso chiaro attraversa tutti gli interventi: visione condivisa,
sostenibilità e concretezza. Concetti che diventano azione, come ha
ricordato *Antonello Biriaco*, componente del Consiglio delle
Rappresentanze di Confindustria: “Il futuro del sistema Catania dipende
dalla nostra capacità di guardare oltre l’orizzonte immediato, costruendo
sinergie concrete tra istituzioni, mondo dell’impresa e territori. Porto,
aeroporto e interporto devono dialogare in una visione integrata, capace di
valorizzare gli investimenti e trasformarli in sviluppo reale”.
Un dialogo che si innesta nel tessuto urbano, come ha evidenziato il
vicesindaco *Massimo Pesce*, sottolineando l’impegno dell’amministrazione
comunale nella rigenerazione di ampie aree del territorio: “Stiamo
restituendo spazi e opportunità concrete ai cittadini, dal Palanesima al
quartiere Picanello, fino alla riqualificazione della zona industriale”.
Dal piano urbano alla proiezione economica, è intervenuto *Antonio Belcuore*
(Camera di Commercio del Sud Est Sicilia): “Catania genera il 56% del PIL
dell’area orientale: serve una guida forte e condivisa per trasformare i
programmi in opere reali, che creino occupazione e crescita stabile”. Ad
ampliare l’orizzonte è stato *Antonio Pogliese*, presidente del Centro di
documentazione, ricerca e studi sulla cultura dei rischi, che ha richiamato
il ruolo dell’Università e dei grandi investimenti infrastrutturali, “come
il Ponte sullo Stretto, occasione unica per nuova ricchezza e
competitività”.
Sulla stessa lunghezza d’onda *Lorenzo Ruisi* (Assessorato regionale alle
Attività produttive), che ha ricordato l’avvio del piano da 1,2 miliardi di
euro per tecnologie e innovazione a supporto del sistema produttivo, e *Simone
Isabella* (Assessorato regionale alle Infrastrutture), che ha parlato dei
nuovi investimenti della Regione, con 76 milioni di euro destinati
all’aeroporto di Comiso.
Un tema ripreso dall’amministratore delegato di SAC, *Nico Torrisi*:
“L’aeroporto di Catania ha già superato i 12 milioni di passeggeri, e ogni
milione in più significa migliaia di posti di lavoro. La realizzazione del
nuovo terminal rappresenta un passo fondamentale per accogliere questo
flusso in crescita, creando ulteriori opportunità di sviluppo per tutta la
Sicilia. Con il Masterplan dell’aeroporto di Catania, che prevede
interventi per quasi mezzo miliardo, e gli investimenti sulla
metropolitana che giungerà fino allo scalo, c’è una chiara volontà
collettiva di fare ciascuno la propria parte”.
Un altro tassello essenziale del sistema è il porto. Sul tema, *Riccardo
Lentini*, direttore Grandi Infrastrutture dell’Autorità Portuale della
Sicilia Orientale, ha evidenziato la forza di una strategia coordinata: “Il
nostro traffico merci e passeggeri supera il 50% di quello della Sicilia.
Il piano regolatore portuale punta a integrare le diverse vocazioni dei
porti dell’area: Augusta per i container, Pozzallo per il commerciale,
Siracusa per il crocieristico e turistico. Catania, tra i primi cinque
scali per movimentazione, rafforzerà il legame con la città attraverso
nuove aree di connessione”.
La città, nel frattempo, vuole correre verso il futuro della mobilità
sostenibile. A parlarne *Matteo Ignaccolo*, direttore del Dipartimento di
Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania, e Alessandro
Di Graziano, professore ordinario dello stesso Ateneo, che hanno centrato i
loro interventi sul PUMS, il piano strategico della mobilità che ridisegna
spostamenti e sicurezza, anche attraverso l’uso di tecnologie intelligenti.
Un tema amplificato dagli interventi di *Alfredo Foti* (Ordine degli
Ingegneri), *Biagio Bisignani* (Direzione Urbanistica del Comune di
Catania) e *Salvatore Caprì* (AMTS), che convergono sull’urgenza di
“coordinare governance, piani urbanistici e trasporto pubblico integrato”.
Il valore delle infrastrutture “soft” – culturali, ambientali e sociali –
torna infine al centro con le parole di *Salvo Messina*, vicepresidente di
Ance Catania: “Riuscire finalmente ad avere un piano urbanistico generale
significa poter gestire uno sviluppo complesso e omogeneo.
L’amministrazione comunale sta facendo uno sforzo importante per la
rigenerazione, ma le infrastrutture materiali devono essere accompagnate da
quelle immateriali: i beni culturali e ambientali fanno crescere l’intero
territorio”.
A moderare i lavori è stato *Gianluca Cicala*, ordinario di Scienza e
tecnologie dei materiali dell’Università di Catania. Ha portato il punto di
vista delle imprese anche *Giuseppe Manuele*, amministratore unico di
Maplad.
*CONFINDUSTRIA CATANIA*
Patrizia Mazzamuto
