(AGENPARL) - Roma, 19 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 19 February 2026 Marco Fontana
Responsabile Comunicazione
Segreteria Regionale Forza Italia Piemonte
*Comunicato Stampa*
*ROSSO E FONTANA (FI): BENE NUOVE MISURE CAUTELARI, NO A TORINO LABORATORIO
D’ILLEGALITÀ. MA ESISTE ANCORA UN GIUDICE A TORINO?*
«Torino non può trasformarsi in una zona franca dove la violenza politica
viene scambiata per conflitto sociale. Né passare da laboratorio d’Italia
per l’innovazione a quello di esportatore d’illegalità organizzata».
Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicesegretario regionale di Forza
Italia, e Marco Fontana, segretario cittadino del partito a Torino,
commentando gli sviluppi investigativi resi noti dalla Questura.
«Leggiamo di blocchi ferroviari, intrusioni in infrastrutture sensibili,
assalti a sedi istituzionali, danneggiamenti e aggressioni alle Forze
dell’Ordine. Non siamo davanti a manifestazioni di dissenso, ma – se i
fatti saranno confermati nelle sedi giudiziarie – a un metodo organizzato
di intimidazione che colpisce l’intera comunità torinese», afferma il
senatore Rosso.
«Il diritto a manifestare è sacrosanto e va difeso sempre. Ma non può
diventare un alibi per chi pensa di poter violare la legge, devastare beni
pubblici e privati o mettere a rischio la sicurezza degli operatori di
polizia», aggiunge Fontana. «La libertà di uno finisce dove inizia
l’incolumità degli altri».
I due esponenti azzurri sottolineano il rispetto per il lavoro della
magistratura e il principio costituzionale della presunzione di innocenza:
«Tutti i soggetti coinvolti sono da considerarsi non colpevoli fino a
sentenza definitiva. Proprio per questo, riteniamo che l’applicazione di
eventuali misure cautelari, quando richieste dagli inquirenti, sia uno
strumento previsto dall’ordinamento per tutelare la collettività e
garantire che i fatti vengano accertati con serenità».
Rosso e Fontana richiamano poi l’attenzione sui più recenti episodi legati
all’ultimo corteo pro Askatasuna: «Siamo preoccupati, però, dalla recente
“giurisprudenza” di certa magistratura sull’applicazione delle misure
cautelari nei casi in cui siano interessati antagonisti: liberazione di chi
dà martellate, calci e pugni ai poliziotti e obblighi di firma concordati.
Attendiamo la decisione sul ripristino delle misure cautelari nei confronti
di coloro che, secondo le ricostruzioni investigative, avrebbero attentato
alla vita di un poliziotto. Parliamo di fatti gravissimi, che non possono
essere derubricati a semplice tensione di piazza».
E concludono con una riflessione netta: «Ci chiediamo, con rispetto ma con
altrettanta fermezza, se esista ancora un giudice a Torino – parafrasando
una celebre espressione – capace di affermare con chiarezza che la legge
vale per tutti. Perché se passa l’idea dell’impunità, a perdere non è una
parte politica, ma lo Stato stesso».
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