(AGENPARL) - Roma, 19 Febbraio 2026(AGENPARL) – Thu 19 February 2026 **Punto nascita Montevarchi, Ministero sospende decisione e chiede nuova
documentazione**
Giani: “Ministro disponibile ad un approfondimento. Invieremo una
relazione dettagliata sui tempi di percorrenza dal Valdarno all’ospedale di
Arezzo e sui lavori stradali in corso”
/Scritto da Walter Fortini, giovedì 19 febbraio 2026 alle 18:30/
E’ arrivata la risposta del ministro Schillaci sul punto nascita di
Montevarchi. “E la lettera – spiega il presidente della Toscana Eugenio
Giani, rivolto ai giornalisti – ci dà un po’ di respiro”. Nessuna
ulteriore deroga al momento è stata concessa. Il ministro ha anche chiuso
sulla proposta, avanzata a gennaio dal presidente Giani, di scendere sotto
i cinquecento parti l’anno (fino magari a quattrocento) come criterio
generale per fissare la soglia minima di un punto nascita di primo livello
(e mille per il secondo livello). Il ministero si è detto però
disponibile “ad un approfondimento istruttorio”, tenuto conto della
congestione del traffico dal Valdarno verso Arezzo e dei lavori di
manutenzione stradali ed autostradali in corso nell’area.
“E’ l’argomento che noi avevamo avanzato per chiedere una revisione e la
deroga – spiega Giani – e la lettera fa presente che può essere preso in
considerazione. Il ministro ci chiede adeguata documentazione che attesti
il disagio nei tempi di percorrenza riferiti a diverse fasce orarie e
formale e aggiornata attestazione dei tempi previsti per la conclusione dei
lavori. E’ quello che ci impegniamo velocemente a produrre e su cui
l’assessore ai trasporti e alle infrastrutture Boni è già al lavoro.
Dalle zone settentrionali del Valdarno si può impiegare fino ad un’ora e
mezzo per arrivare all’ospedale di Arezzo”. “Nel frattempo – conclude
il presidente – ogni valutazione è congelata”. E il punto nascita di
Montevarchi continuerà a funzionare.
Giani nutre comunque speranza anche sulla possibilità che i numeri delle
nascite tornino a crescere. “Nei primi quarantacinque giorni del 2026 –
riferisce – ci sono stati all’ospedale di Montevarchi 73 parti. Se il trend
si confermerà arriveremo a fine anno a circa 570, tornando a superare dopo
tre anni la soglia dei cinquecento parti. E’ la dimostrazione che per il
Valdarno non sono numeri impossibili: il fatto è che molto coppie spesso,
in passato, sono andate ad Arezzo o a Firenze a partorire”.
La conferenza stampa organizzata nel pomeriggio è stata anche l’occasione
per riepilogare i numeri e le situazioni di tutti i ventidue punti nascita
attivi in Toscana. Sono sei le strutture sotto soglia in tutta la regione.
Tre (Portoferraio all’isola d’Elba, Barga in Garfagnana e Borgo San Lorenzo
nel Mugello fiorentino) operano già da tempo in regime di deroga
ministeriale. Ha prevalso in quel caso il criterio dell’isolamento del
territorio e la garanzia comunque offerta di livelli di sicurezza adeguati,
per le mamme e per i neonati. A Portoferraio nel 2025 ci sono stati 103
parti, 164 a Barga e 295 a Borgo San Lorenzo.
Anche all’ospedale dell’Alta Val d’Elsa a Poggibonsi in provincia di Siena,
agli Ospedali Riuniti della Val di Chiana a Montepulciano nel senese, oltre
all’ospedale Nuovo Valdarno a Montevarchi, si registrano meno di
cinquecento parti l’anno. Rispettivamente – nel 2025 – sono stati 364, 332
e 453. Rimane sopra la soglia l’ospedale di Cecina, che nel 2025 con 524
parti si è comunque avvicinata molto al limite inferiore.
Alle Scotte, punto nascita di secondo livello, si sono registrati l’anno
scorso 803 parti contro la soglia minima di mille parti prevista per questo
tipo di struttura.