(AGENPARL) - Roma, 19 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 19 February 2026 LA TELA DI GIUSEPPE AVANZI TORNA A SAN CRISTOFORO ALLA CERTOSA DOPO OLTRE
80 ANNI: PRESENTATA ALLA CITTADINANZA DOPO IL RESTAURO. PRESENTE ANCHE
VITTORIO SGARBI
L’APPARIZIONE DI SAN BRUNO A RUGGERO CONTE DI SICILIA PRIMA DELLA BATTAGLIA
DI CAPUA DI GIUSEPPE AVANZI (1646–1718) È FINALMENTE VISIBILE NELLA SUA
SEDE ORIGINARIA
Ferrara, 19 febbraio 2026 – Dopo oltre ottant’anni, il presbiterio della
chiesa di San Cristoforo alla Certosa accoglie nuovamente la monumentale
tela di Giuseppe Avanzi (1646–1718): l’Apparizione di San Bruno a Ruggero
conte di Sicilia prima della battaglia di Capua, olio su tela di oltre
trenta metri quadrati (930 × 425 cm), è stata presentata oggi alla
cittadinanza, a conclusione di un lungo e complesso restauro condotto dal
Laboratorio Ottorino Nonfarmale Srl di San Lazzaro di Savena.
Presenti all’evento l’ assessore alla cultura del Comune di Ferrara Marco
Gulinelli, la Dirigente Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’Unesco Ethel
Guidi, la Soprintendente per la città Metropolitana di Bologna Francesca
Tomba, la Dirigente Settore Patrimonio culturale Regione
Emilia-Romagna Cristina
Ambrosini e Giovanni Giannelli per il Laboratorio di restauro Ottorino
Nonfarmale.
Al tavolo dei relatori ha preso posto anche Vittorio Sgarbi, presidente
della Fondazione Ferrara Arte, alla sua prima apparizione pubblica in città
dopo un’assenza durata oltre un anno e mezzo: il suo ingresso è stato
accolto da un applauso caloroso da parte di tutti i presenti. A rendergli
omaggio tutti i relatori e, in particolare, l’assessore alla cultura Marco
Gulinelli, che nel suo intervento ha voluto rivolgergli un ringraziamento:
«Grazie a Vittorio Sgarbi per aver continuato a credere nella forza della
verità e della cultura, anche quando l’ingiustizia sembrava prevalere. La
sua presenza oggi, alla presentazione della seconda tela di Giuseppe
Avanzi, è un segno di speranza per chi crede nella verità, nella competenza
e nella dignità del pensiero. Il tempo a volte ferisce, ma sa anche
restituire».
Sull’opera, l’assessore Gulinelli ha colto l’occasione per ribadire il
valore simbolico e civico dell’operazione: «La tela monumentale torna nello
spazio a lei destinato, a disposizione della comunità. Nel 2023 avevamo
celebrato il grande ritorno con la prima tela di Giuseppe Avanzi, l’Apparizione
della Beata Vergine e San Pietro ai compagni di San Brunone: quella
restituzione era un arrivo, ma anche un punto di partenza: oggi siamo in
grado di portare a termine il percorso. Restituire non è solo un atto
conservativo: significa assumersi una responsabilità verso la comunità,
ricucire una frattura storica, restituire senso a uno spazio e continuità
alla memoria collettiva». L’assessore Gulinelli ha poi sottolineato come
un’opera di queste dimensioni non sia «un elemento accessorio, ma
architettura dipinta, parte strutturale dello spazio. Ringrazio la
Soprintendenza, la Regione Emilia-Romagna e il Laboratorio Nonfarmale per
la collaborazione e la grande professionalità».
La Soprintendente Francesca Tomba ha definito l’intervento un esempio
virtuoso di collaborazione istituzionale e di valorizzazione del
patrimonio. Sulla stessa lunghezza d’onda Cristina Ambrosini, che ha
parlato dell’arte come di «un filo rosso che unisce istituzioni e comunità»
e di un recupero che va ben oltre la dimensione fisica: «Ci eravamo
impegnati a fare di questo progetto un esempio di crescita per la comunità.
Da questo modo di lavorare insieme nasce qualcosa di importante, che si
concretizza oggi».
L’opera fu commissionata nel 1695 dal priore della Certosa di Ferrara
Daniele Campanini e documentata in chiesa già l’anno seguente.
Sopravvissuta alle confische napoleoniche e divenuta proprietà comunale nel
1812, la tela resistette miracolosamente ai bombardamenti del gennaio 1944,
che provocarono il crollo delle cupole del Tempio. Fu però nei mesi
successivi che subì i danni più gravi: rimossa dal telaio e arrotolata
senza protezione, rimase per decenni in condizioni conservative
estremamente precarie, con perdite irreversibili nelle porzioni a diretto
contatto con il suolo. Solo negli anni Sessanta si avviò un primo recupero,
seguito da un lungo deposito presso il laboratorio Nonfarmale a San Lazzaro
di Savena.
Il restauro, finanziato dalla Soprintendenza Archeologia belle arti e
paesaggio per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e la
complessa operazione di movimentazione e ricollocazione, coordinata e
finanziata dal Comune di Ferrara, hanno reso possibile quello che per
generazioni è rimasto un capolavoro conosciuto solo attraverso le fonti
documentarie.
L’opera
La tela raffigura uno degli episodi fondativi della storia certosina in
Italia: l’apparizione miracolosa di san Bruno di Colonia a Ruggero, conte
di Sicilia, alla vigilia della battaglia di Capua. Avanzi costruisce una
composizione monumentale e teatrale in cui la dimensione soprannaturale
irrompe nello spazio terreno del campo militare: il santo, avvolto nel
candido abito dell’ordine, si manifesta al condottiero con ieratica
compostezza, mentre attorno a lui soldati e cavalli reagiscono con
concitazione all’evento prodigioso. L’opera celebra così non solo la
vittoria annunciata, ma il legame provvidenziale tra il potere normanno e
l’Ordine certosino, traducendo in immagini una vera e propria epopea
religiosa.
Con questa tela raggiunge uno dei vertici più alti della propria carriera,
dimostrando piena padronanza della pittura di storia e una spiccata
capacità di coniugare istanza devozionale, celebrazione istituzionale e
ambizione epica.
L’opera costituisce il pendant dell’Apparizione della Beata Vergine e San
Pietro ai compagni di San Brunone, già ricollocata in chiesa nel 2023
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