(AGENPARL) - Roma, 18 Febbraio 2026Sanae Takaichi ha ottenuto la nomina a Primo Ministro nella Camera bassa, assicurandosi la guida dell’esecutivo senza necessità di ballottaggio, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Xinhua. Dopo la cerimonia di insediamento al Palazzo Imperiale e la nomina dei ministri di Gabinetto, è attesa la formazione del secondo governo Takaichi, sostenuto da una coalizione con il Partito Liberal Democratico (LDP) e il Partito dell’Innovazione Giapponese (JIP).
Secondo analisti cinesi e giapponesi intervistati dal Global Times, il nuovo esecutivo concentrerà la propria azione su tre direttrici principali: economia e finanza, sicurezza e difesa, integrazione politica interna. Tuttavia, dovrà confrontarsi con sfide interne ed esterne che limiteranno il suo margine d’azione.
Economia e finanza: crescita lenta e pressione sul debito
Il Giappone continua a fare i conti con una crescita debole e con forti pressioni sul deficit fiscale. Takaichi ha promesso una politica fiscale “proattiva e responsabile”, valutando anche una sospensione temporanea dell’imposta sui consumi per alimenti e bevande e l’istituzione di un consiglio nazionale di intelligence.
Masanari Koike, ricercatore dell’Università di Keio ed ex deputato, ha sottolineato che l’equilibrio tra stimolo economico e disciplina fiscale sarà cruciale. L’eventuale ingresso del JIP nel governo in un rimpasto autunnale consentirebbe al partner di coalizione di consolidare il proprio peso politico, condividendo al contempo responsabilità e rischi.
Sicurezza e difesa: revisione costituzionale e rafforzamento militare
Sul fronte della sicurezza, Takaichi ha più volte sostenuto l’aumento della spesa per la difesa e la revisione della costituzione pacifista. Secondo gli analisti, questi temi costituiranno il cuore della sua agenda.
Xiang Haoyu, del China Institute of International Studies, ha indicato tre sfide decisive per il governo:
- Contenere l’inflazione e rilanciare la crescita, ottenendo risultati concreti in tempi rapidi.
- Superare le resistenze interne ed esterne alla revisione costituzionale e al rafforzamento militare, inclusa la possibile creazione di un’agenzia nazionale di intelligence e nuove leggi antispionaggio.
- Sbloccare l’impasse diplomatica con i Paesi vicini, evitando un’escalation regionale.
Rapporti con la Cina e timori regionali
La strategia verso Pechino resta un nodo centrale. Secondo la Jiji Press, Takaichi punta a utilizzare il prossimo vertice Asia-Pacific Economic Cooperation come occasione per migliorare i rapporti con la Cina. Tuttavia, gli osservatori ritengono improbabile un cambiamento radicale a breve termine.
Koike osserva che l’opinione pubblica giapponese non considera prioritaria una distensione con Pechino, mentre il governo sembra orientato a ridurre la dipendenza economica dalla Cina, ad esempio nel settore delle terre rare, rafforzando la cooperazione con gli Stati Uniti.
Le ambizioni di rafforzamento militare hanno già suscitato reazioni nella regione. Il Primo Ministro di Singapore, Lawrence Wong, ha recentemente ricordato le sofferenze legate all’occupazione giapponese del 1942, sottolineando le lezioni storiche ancora vive nella memoria collettiva.
Secondo Xiang, la “rimilitarizzazione” del Giappone e l’eventuale revisione dei “Tre Principi Non Nucleari” rappresenterebbero un cambiamento significativo rispetto al percorso pacifista del dopoguerra, con potenziali ripercussioni sulla stabilità dell’Asia orientale.
In questo contesto, il secondo governo Takaichi appare determinato ma non onnipotente: la sua capacità di “fare ciò che vuole” dipenderà dall’equilibrio tra consenso interno, sostenibilità economica e gestione delle delicate dinamiche geopolitiche regionali.