(AGENPARL) - Roma, 18 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Wed 18 February 2026 [immagine-incollata.pdf]
Il grado di (in)stabilità nel lavoro domestico: durata media di 5,9 anni per le colf, 2,7 per le badanti
Il 19 febbraio, a Roma, sarà presentata un’anticipazione del 1° Paper del Rapporto 2026 Family (Net) Work di Assindatcolf, realizzato dal Censis. Lo studio si basa su un nuovo database di 247.000 contratti di lavoro domestico regolare
Roma, 18 febbraio 2026 – La differenza nei contratti del lavoro domestico. Quasi sei anni per le colf, meno di tre per le badanti: è nella durata media dei contratti che si misura la frattura interna al lavoro domestico italiano. Il 1° paper del Rapporto 2026 Family (Net) Work – progetto editoriale di Assindatcolf, che ha commissionato la ricerca al Censis – fotografa un settore a doppia velocità, dove la stabilità riguarda soprattutto il lavoro domestico tradizionale, mentre l’assistenza alla persona è segnata da maggiore turn over. L’analisi si basa sull’estrazione al 31 dicembre 2025 di dati contenuti nel nuovo database Family (Net) Work, che raccoglie 247.000 contratti di lavoro domestico regolari, relativi alle famiglie associate ad Assindatcolf, Webcolf, Acli in Famiglia e Gestisci la tua Colf.
Più stabilità per la cura della casa che per quella alla persona. Se si considerano i soli rapporti di lavoro attivati prima del 2025 (pari a 145.885), i contratti di livello B – prevalentemente colf – registrano una durata media di 5,9 anni; i contratti di livello C super – che riguardano in larga parte le badanti per l’assistenza a persona non autosufficiente – hanno invece una durata media di 2,7 anni. Fatto 100 il numero di contratti di livello B attivi nel 2025, 76 erano rapporti di lavoro avviati prima del 2025, mentre su 100 lavoratori di livello C super, attivi nel 2025, solo 48 erano stati avviati prima del 2025. Un dato che conferma una maggiore stabilità nella cura della casa e una più marcata discontinuità nell’assistenza alla persona, dove possono incidere fattori quali il rapporto fiduciario con la famiglia e le condizioni di salute dell’assistito.
Stress contrattuale più alto per le badanti. Guardando all’andamento delle cessazioni e delle attivazioni si ricava che, su 247.000 contratti complessivi, il 37% si è concluso nel corso del 2025, il 18,6% è stato avviato e cessato nell’arco degli stessi dodici mesi e, se si considera la soglia dei trenta giorni come indicatore di “stress contrattuale”, il 7,6% dei rapporti del 2025 ha avuto una durata inferiore al mese. L’instabilità si concentra soprattutto tra le badanti: il 27,9% dei contratti 2025 del livello C super è stato aperto e chiuso nel corso dell’anno e il 12,6% non ha superato i trenta giorni. Percentuali ancora più elevate si registrano nei contratti di assistenza notturna e in quelli di sostituzione per copertura riposi.
Il superminimo consolida i rapporti. Accanto alla durata dei rapporti emerge un secondo elemento chiave: la questione retributiva. Nel 35,9% dei contratti è previsto il superminimo, con un valore medio mensile di 119 euro. La sua presenza cresce in modo proporzionale alla stabilità: nei contratti superiori ai sei anni la quota sale al 49,3%, segnale che la leva economica aggiuntiva tende a consolidare i rapporti più duraturi.
«Con il lancio del nuovo database Family (Net) Work, realizzato con il contributo di Assindatcolf, Webcolf, Acli in Famiglia e Gestisci la tua Colf, disponiamo oggi di uno strumento unico per analizzare il lavoro domestico regolare in Italia» dichiara Andrea Zini, Presidente di Assindatcolf. «Per dimensioni è forse secondo solo a quello dell’Inps, ma a differenza dei dati istituzionali che si concentrano prevalentemente sulle posizioni attive, il nostro archivio permette di studiare anche le cessazioni e le attivazioni dei contratti, offrendo così una lettura più completa della dinamicità del settore. Abbiamo inoltre approfondito il tema del superminimo, l’elemento aggiuntivo alla paga base che adegua i valori minimi a quelli di mercato, fornendo un quadro più accurato delle condizioni retributive del settore».
Per informazioni:
Ufficio Stampa
www.censis.it
Per informazioni:
Caterina Danese
Ufficio stampa Assindatcolf
www.assindatcolf.it
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