(AGENPARL) - Roma, 17 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Tue 17 February 2026 GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Perugia
COMUNICATO STAMPA
17/02/2026
GdiF PERUGIA: ESEGUITA UNA CONFISCA DI PREVENZIONE DI QUOTE SOCIETARIE,
CONTI CORRENTI, BENI MOBILI ED IMMOBILI PER OLTRE 4 MILIONI DI EURO IN
APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA ANTIMAFIA.
I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Perugia – G.I.C.O. hanno dato esecuzione a un
decreto di sequestro e contestuale confisca di quote societarie, conti correnti, beni mobili e immobili, per un
ammontare di oltre 4 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore di origini romane, ma residente per diversi
anni in Umbria, riconosciuto essere connotato da “pericolosità sociale”, poiché “abitualmente dedito a traffici
delittuosi da cui trae proventi per il proprio sostentamento e di quello dei suoi familiari” (art. 1, lett. b), D.Lgs.
159/2011).
Il soggetto è risultato negli anni dedito alla commissione di reati di particolare allarme sociale ed era già stato
destinatario di misure cautelari reali emanate nell’ambito di un procedimento penale per associazione a
delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di delitti contro il patrimonio. In particolare, gli venivano
attribuite una serie di condotte di truffa e abusivismo finanziario in pregiudizio di una molteplicità di
risparmiatori, dai quali aveva ottenuto in gestione significative disponibilità finanziarie con la promessa
dell’acquisto di quote di fondi di investimenti esteri, da cui sarebbero derivati facili guadagni.
Di tali capitali il soggetto invero si impossessava, omettendone la restituzione e procurandosi così un ingiusto
profitto, che convogliava su conti correnti a lui direttamente riconducibili, accesi presso istituti di credito siti in
Perugia ed Arezzo, per poi utilizzarli per l’avvio e la gestione di attività economiche proprie.
Nell’ambito della riconosciuta associazione a delinquere, il soggetto, oltre ad esserne il promotore, svolgeva un
vero e proprio ruolo di direzione, dimostrando particolare attitudine criminale nella fase preparatoria e
strumentale dell’operatività delle sue società, in particolare nella creazione di veicoli societari illegali, aventi
sede anche all’estero, utilizzati per ostacolare l’identificazione di tutti i sodali coinvolti nelle attività illecite. A
valle delle descritte condotte illecite, il soggetto si rendeva responsabile di ulteriori reati, come l’autoriciclaggio
e l’impiego di denaro e beni di provenienza illecita.
Il provvedimento è stato emesso – su proposta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma – dalla
Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale a quella sede, che, all’esito delle indagini
patrimoniali effettuate dalle Fiamme Gialle perugine, ha ritenuto di procedere al sequestro del patrimonio
accumulato dall’imprenditore, poiché risultato “sproporzionato al reddito dichiarato o all’attività economica
svolta” (art. 20 del D.Lgs. 159/2011).
La puntuale ricostruzione effettuata dai finanzieri ha consentito di accertare la disponibilità da parte del proposto
di beni del valore complessivo di oltre 4 milioni di euro, suddivisi in 6 società con sedi in provincia di Arezzo,
Perugia e Roma, 3 rapporti bancari, 12 fabbricati e 39 terreni situati tra le località di Lucignano (AR) e Subbiano
(AR), un impianto fotovoltaico di ingente valore situato in Lucignano (AR) ed un claviorgano, strumento
musicale antico di particolare pregio.
Nel corso delle molteplici udienze tenutesi, il Tribunale ha ritenuto non accoglibili le eccezioni mosse dal
promotore finanziario, risultate non sufficienti a giustificare la liceità dei flussi di denaro impiegati per l’acquisto
dei beni. È stata riconosciuta, pertanto, la sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti patrimoniali
svolti, e ricondotta all’accumulo di profitti illeciti derivanti dalla perpetrazione dei plurimi reati commessi. In
conclusione, quindi, è stato emesso il provvedimento ablativo dei beni in applicazione della normativa antimafia
e la loro gestione è stata affidata ad un amministratore giudiziario appositamente nominato.
L’attività svolta testimonia la costante attenzione della Guardia di Finanza all’individuazione e alla conseguente
aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati, allo scopo di arginare
l’inquinamento del mercato e l’ostacolo alla sana imprenditoria, ripristinando così adeguati livelli di legalità,
trasparenza e sicurezza pubblica, in specie in un mercato così delicato come quello del risparmio.
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