(AGENPARL) - Roma, 17 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Tue 17 February 2026 Comando Provinciale Carabinieri Palermo
Palermo, 17 febbraio 2026
COMUNICATO STAMPA
MADONIE, CONTROLLI AMBIENTALI DEI CARABINIERI: SOTTO IL COORDINAMENTO DEL GRUPPO
DI MONREALE STRETTA SU ABUSI EDILIZI E ILLECITI AMBIENTALI
Un’azione strutturata e mirata a tutela del territorio è stata condotta dalla Compagnia Carabinieri di
Petralia Sottana, sotto il coordinamento del Comando Gruppo Carabinieri di Monreale e nell’ambito
di una più ampia strategia di vigilanza ambientale e controllo delle attività produttive insistenti
nell’area delle Alte Madonie.
Il dispositivo, pianificato in modo organico e sviluppato attraverso l’impiego sinergico del Nucleo
Operativo e Radiomobile e delle Stazioni dipendenti, ha consentito di concentrare uomini e
competenze in un’attività ispettiva mirata, volta a verificare il rispetto della normativa urbanistica e
ambientale da parte di alcune officine meccaniche operanti nel territorio di Bompietro che, ha
consentito di deferire in stato di libertà tre imprenditori di età compresa tra i 56 e i 73 anni, accusati
a vario titolo di aver eseguito dei lavori edili in totale difformità o in assenza di permesso, apertura
o effettuazione di scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazione e attività di gestione di
rifiuti non autorizzata.
L’azione trae origine da un’attenta lettura del contesto territoriale, caratterizzato da un patrimonio
ambientale di assoluto pregio e dalla presenza dell’area protetta dell’Ente Parco delle Madonie, che
impone un livello di attenzione ancora più elevato. In tali realtà, eventuali condotte non conformi alle
norme – spesso frutto di abitudini stratificate e consolidate nel tempo – rischiano di incidere
negativamente sull’equilibrio ambientale e sulla corretta gestione delle attività economiche,
compromettendo un territorio che merita rispetto e visione.
Nel corso dei controlli sono state accertate, a vario titolo, ipotesi di violazioni in materia edilizia e
ambientale, con particolare riferimento al mutamento non autorizzato della destinazione d’uso di
immobili adibiti ad officina, allo scarico di acque reflue industriali in assenza delle prescritte
autorizzazioni e alla gestione illecita di rifiuti speciali mediante deposito incontrollato in area esterna
privata.
Una delle aree interessate è stata sottoposta a sequestro, al fine di impedire la prosecuzione delle
condotte contestate e tutelare lo stato dei luoghi.
In un comprensorio montano che rappresenta un patrimonio naturale, paesaggistico e culturale di
primaria importanza, la presenza dell’Arma si traduce non solo in controllo e repressione, ma anche
in un’azione di stimolo e responsabilizzazione, affinché ogni operatore economico contribuisca, con
comportamenti corretti e trasparenti, alla tutela di un bene comune che appartiene all’intera
collettività. L’intervento costituisce, al tempo stesso, un richiamo chiaro per tutte le altre attività
produttive del territorio: il rispetto delle normative ambientali e urbanistiche non può essere affrontato
con leggerezza né con un approccio superficiale, talvolta giustificato da prassi ritenute “consuete”.
Le regole non sono un ostacolo all’iniziativa economica, ma il presupposto indispensabile per una
crescita sana e duratura. L’auspicio è che l’azione condotta possa fungere da monito e stimolo,
favorendo una rinnovata attenzione alla corretta gestione degli scarichi, dei rifiuti e dei titoli
abilitativi, superando definitivamente ogni atteggiamento approssimativo e rafforzando una cultura
della legalità ambientale all’altezza del valore delle Madonie.
È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur
gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter
processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata
in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.
