(AGENPARL) - Roma, 16 Febbraio 2026(AGENPARL) – Mon 16 February 2026 **L’ambiente in Toscana nell’Annuario ARPAT 2025: Giani: “Sapere per
decidere”**
/Scritto da Marcello Ferreri, lunedì 16 febbraio 2026 alle 14:08/
È stata presentata lunedì 16 febbraio a Firenze nella sala Esposizioni di
palazzo Strozzi Sacrati la quattordicesima edizione dell’Annuario di ARPAT,
l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, con i dati completi
rilevati nel 2024. Una descrizione puntuale dello stato di salute
dell’aria, acqua, mare e del suolo della Toscana, dove sono percepibili
segnali positivi ma dove restano criticità in diversi indicatori di
qualità e che rappresenta la fotografia più completa dello stato
dell’ambiente attraverso un’analisi condotta esaminando oltre novanta
indicatori di qualità.
L’Annuario è stato presentato nel corso di un convegno al quale hanno
preso parte il presidente della Regione Eugenio Giani, David Barontini,
assessore regionale all’Ambiente, assieme al direttore generale dell’ARPAT
Piero Rubellini e Sandra Botticelli, direttore tecnico di ARPAT da maggio a
dicembre 2025.
“Tutto il personale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale –
nelle parole del presidente Giani – lavora ogni giorno per la sicurezza di
tutti i cittadini, con le sue continue attività di monitoraggio,
intervento e per offrire i necessari elementi di conoscenza a chi ha poi il
compito di scegliere le politiche adatte alla salvaguardia dell’ambiente
toscano. Cambiamenti climatici e modelli di sviluppo tecnologico in
continua evoluzione rendono oggi indispensabile sapere per decidere”.
“L’Annuario – prosegue Giani – è la migliore e più professionale
testimonianza dell’impegno di analisi e la divulgazione di dati e
conoscenze e di come saperli restituire e condividere in modo semplice e
comprensibile: un patrimonio conoscitivo sulla quale vengono decise
priorità, sviluppate strategie, progettati interventi che hanno
l’obiettivo di rendere migliore non solo l’ambiente, ma la qualità
complessiva del vivere in Toscana in ogni suo aspetto. È importante avere
un quadro di riferimento dettagliato per attivare le politiche più adatte
esattamente dove servono. Questo trova un puntuale riferimento
nell’Annuario dell’ARPAT con dati che interessano tutta la società toscana
e offre preziosi spunti di riflessione e di attenzione”.
“La presentazione dell’Annuario ARPAT – spiega David Barontini –
rappresenta un momento molto importante per conoscere lo stato
dell’ambiente in Toscana, ma anche per interpretare le sue evoluzioni,
valutare la capacità di risposta e di resilienza e capire se le politiche
messe in campo stanno producendo i risultati attesi o se, al contrario,
emergono criticità che richiedono correzioni o nuove scelte. Si tratta di
uno strumento molto utile per misurare lo stato di salute della nostra
Regione in sei diversi ambiti ambientali (aria, acqua, mare, suolo, agenti
fisici e sistemi produttivi), i quali includono anche sfide rilevanti come
la gestione del ciclo dei rifiuti, oggi sempre più centrale per la
sostenibilità ambientale, l’economia circolare e l’equilibrio dei
territori”.
“Il tutto – precisa Barontini – assume un valore ancora maggiore in una
fase storica segnata dai cambiamenti climatici, che stanno producendo
effetti sempre più impattanti sul territorio e sulla vita quotidiana dei
cittadini e delle imprese. Come Regione non possiamo che esprimere
soddisfazione per poter disporre di uno strumento di questo livello, frutto
delle competenze e delle professionalità che operano quotidianamente in
ARPAT a tutela del patrimonio ambientale toscano. Ritengo auspicabile anche
il futuro coinvolgimento del mondo universitario in questo lavoro di
analisi, che porterebbe un importante contributo nella prospettiva degli
obiettivi da raggiungere nel 2030, quando verranno dimezzati i limiti
indicati dalla direttiva europea che sta cercando di adeguarsi a quelli
della linee guida espressi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.”
“Dall’Annuario – continua Barontini – emergono diversi dati in
miglioramento, che valutiamo positivamente. Allo stesso tempo, però, non
dobbiamo abbassare il livello di attenzione. Persistono infatti alcune
criticità, come sul fronte della qualità dell’aria, con il superamento
dei limiti di ozono in alcune aree o con i livelli di PM10, in particolare
nella piana di Lucca, dove le caratteristiche territoriali e le condizioni
meteorologiche favoriscono l’accumulo degli inquinanti. La guardia deve
restare alta anche sul tema dei PFAS e della loro presenza nelle acque
potabili, nei reflui, negli scarichi industriali, nelle discariche e nei
corsi d’acqua, un tema che a breve sarà oggetto di attenzione anche del
Consiglio Regionale”.
“Guardando alla qualità dell’aria – precisa Piero Rubellini – il quadro
regionale si conferma complessivamente positivo rispetto ai limiti vigenti.
Il biossido di azoto (NO₂), storicamente critico in alcune aree urbane,
rientra pienamente nei limiti di legge, consolidando un trend di
miglioramento avviato nel 2023. Le politiche di rinnovo del parco veicolare
e le misure di contenimento delle emissioni hanno inciso in modo
significativo, in particolare nella piana fiorentina. Anche le condizioni
meteo climatiche, con un maggior numero di giorni piovosi e precipitazioni
più distribuite, hanno favorito la dispersione degli inquinanti garantendo
l’affermarsi di una tendenza positiva”.
“La vera sfida, però, è rappresentata dal nuovo quadro europeo
delineato dalla Direttiva 2881/2024, che riduce sensibilmente i limiti oggi
in vigore. Con i nuovi valori, il 60% delle stazioni supererebbe il limite
annuale di PM10 fissato a 20 µg/m³; per il PM2,5, con il nuovo limite di
10 µg/m³, 12 stazioni su 16 risulterebbero oltre soglia; per l’NO₂, il
valore medio annuo di 20 µg/m³ sarebbe superato nel 70% delle stazioni di
traffico”.
Per quanto attiene la risorsa idrica -prosegue Rubellini – nel 2024, si
conferma una buona qualità delle acque sotterranee, salvo nei contesti
interessati da pressioni industriali o da sovra sfruttamento agricolo. Più
complessa la situazione delle acque superficiali: nel triennio 2022-2024
solo il 30% dei corpi idrici monitorati raggiunge uno stato ecologico buono
o elevato, con un calo di 12 punti percentuali rispetto al triennio
precedente; anche lo stato chimico registra una flessione di 4 punti. Gli
eventi meteorologici estremi della fine del 2023 e del 2024 hanno inciso
profondamente sugli ecosistemi fluviali e lacustri, evidenziando quanto il
cambiamento climatico stia modificando gli equilibri ecologici”.
Anche le acque marino-costiere – conclude Rubellini – mostrano di risentire
degli effetti delle dinamiche climatiche: lo stato ecologico buono o
elevato riguarda il 75% della costa, in calo rispetto all’88% del triennio
precedente. Segnali incoraggianti arrivano, invece, dalle acque di
balneazione: su 277 aree controllate, solo 30 non risultano conformi, con
un miglioramento rispetto al 2023. Le azioni dei Comuni e dei gestori del
servizio idrico, in particolare sugli scarichi domestici, stanno producendo
risultati concreti”.
Al convegno ha fatto seguito una tavola rotonda sui nuovi stili di vita e
sulle buone pratiche per accompagnare la transizione ecologica e rafforzare
il contrasto al cambiamento climatico. Un appuntamento in sintonia con lo
spirito di M’illumino di meno, iniziativa nazionale dedicata alla
sostenibilità e al risparmio energetico come strumenti concreti per
affrontare la crisi climatica, in programma nella giornata di oggi.
L’edizione 2025 dell’Annuario sui dati ambientali della Toscana è
consultabile all’indirizzo
https://phplist.servizi.tix.it/rt-ToscanaNotizie/lt.php?tid=1diWUt0kHDO2D6F5bLfjNIi5Kr1Q4MNovq27Jlojr/HReaX0w/BdPbjfeig/QH/E
insieme
ai report tematici dedicati alle singole matrici ambientali, alla sezione
dati e mappe con le serie storiche dei dati ambientali e gli annuari
provinciali.