(AGENPARL) - Roma, 16 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Mon 16 February 2026 *SALUTE E FAMIGLIA*
*CON:TATTO p**arte dall’Università di Pavia il progetto di
ricerca **per accompagnare le famiglie dopo la terapia
intensiva neonatale*
CON:TATTO è il nuovo progetto di ricerca promosso dal
*Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo dell’Università
di Pavia* e *dall’IRCCS Fondazione Mondino*, con il
contributo non condizionante di Chiesi Italia, che si
propone di accompagnare i neogenitori nella delicata
transizione dalla Terapia Intensiva Neonatale (TIN) al
rientro a casa. L’iniziativa si avvale della collaborazione
di Vivere Onlus e del patrocinio della Società Italiana di
Neonatologia (SIN).
In Italia, ogni anno, oltre 23.000 bambini nascono
pretermine (rapporto Cedap sulle nascite 2024, pubblicato il
18 dicembre 2025;
https://www.epicentro.iss.it/materno/cedap-2024) e
trascorrono le prime settimane o mesi di vita in Terapia
Intensiva Neonatale. Se durante il ricovero i genitori
possono contare su équipe specializzate e su un ambiente
altamente protetto, il momento della dimissione rappresenta
spesso una fase di forte vulnerabilità: il ritorno a casa,
pur desiderato, può essere accompagnato da incertezze,
timori e senso di solitudine.
È proprio su questo passaggio cruciale che si concentra
CON:TATTO, con l’obiettivo di dare voce ai genitori e
produrre conoscenze utili a orientare pratiche cliniche,
formazione e politiche di supporto. Il progetto prevede una
survey nazionale rivolta ai genitori, pensata per
raccogliere dati sui bisogni, sulle paure e sulle risorse
percepite in questa fase delicata. Accanto alla ricerca
quantitativa, sono previste azioni di divulgazione e
formazione: una serie di podcast per raccontare la realtà
della prematurità ai cittadini e webinar formativi rivolti a
medici e professionisti sanitari che lavorano con genitori e
neonati.
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha evidenziato con
sempre maggiore chiarezza quanto il coinvolgimento dei
genitori durante e dopo la TIN sia un fattore chiave non
solo per il benessere emotivo della famiglia, ma anche per
gli esiti di salute e sviluppo del neonato. La relazione
precoce, il contatto, la partecipazione alle cure non sono
elementi accessori: sono parte integrante del percorso di
cura. L’attività di ricerca del *Laboratorio di
Psicobiologia dello Sviluppo* (dpb lab; https://
www.devpsychobiology.com
) presso
*Università di Pavia e IRCCS Fondazione Mondino* ha mostrato
negli anni come la genitorialità sia un fattore protettivo
importante anche quando i neonati vivono situazioni di
rischio o sfide importanti nei primi mesi di vita, proprio
come nel caso della nascita pretermine.
“/Siamo convinti che quando la ricerca scientifica si
esaurisce entro i muri dell’università di essere
depotenziata e parziale. Vogliamo produrre evidenze che
diventino un linguaggio sociale, per portare l’attenzione su
un momento che spesso resta ai margini del racconto
sanitario: il dopo la TIN /- spiega Livio Provenzi,
Professore Associato presso il Dipartimento di Scienze del
Sistema Nervoso e del Comportamento dell’ateneo pavese e
direttore del dpb lab -. /La ricerca può e deve diventare
uno spazio di ascolto e di connessione tra mondi diversi:
quello scientifico, quello clinico e quello delle famiglie/”.
Anche il presidente della SIN, Massimo Agosti, sottolinea
come “/sostenere la genitorialità nei momenti più complessi,
durante e dopo la terapia intensiva neonatale, significa
investire concretamente nel futuro dei bambini e delle
famiglie. Crediamo fortemente nell’integrazione e alleanza
tra ospedale e territorio, investendo nella qualità delle
relazioni tra professionisti e nel sostegno alle famiglie in
un percorso che vuole sostenere e proteggere il neonato e la
sua famiglia/”.
Sostenere la genitorialità nei momenti più complessi, quali
quelli presenti in terapia intensiva neonatale, significa
investire concretamente nel futuro dei bambini e delle
famiglie. Crediamo fortemente nell’integrazione e alleanza
tra ospedale e territorio, investendo nella qualità delle
relazioni tra professionisti e nel sostegno alle famiglie in
un percorso che vuole sostenere e proteggere il neonato e la
sua famiglia. Un approccio che riflette una visione più
ampia della cura, condivisa da Vivere Onlus, da anni
impegnata nel rappresentare e sostenere le famiglie dei
bambini nati pretermine. “/Il rientro a casa è un passaggio
carico di emozioni contrastanti /- sottolinea Martina
Bruscagnin, Presidente del coordinamento nazionale delle
associazioni per la neonatologia -. /Dopo settimane o mesi
in ospedale, molti genitori si possono sentire
all’improvviso soli, proprio mentre diventano famiglia.
Questo progetto cerca di riconoscere questa esperienza, per
trasformarla in conoscenza che può curar/e”.
Trending
- Tromba d’aria a Marsala. Piccolotti (Avs): Serve un piano di adattamento climatico a partire dalle scuole. Ora è più che urgente un dibattito serio
- PA, RAFFA-TUCCI (M5S): INTERROGAZIONE A ZANGRILLO SU IRREGOLARITÀ CONCORSO SNA
- Giunta, ok agli interventi al Rione Libertà con le rinvenienze del programma Pics
- Agenzia regionale 1058.26 Casili Richiesta integrazione risorse servizio inclusione scolastica
- Agenzia regionale 1057.26 Decaro Inaugurazione anno accademico Università di Bari
- Sport, Berruto (Pd): dopo commissariamento Coni su FIGC, perché nessun dubbio su FISE? Abodi chiarisca
- Agenzia nr. 1681 – Salone nautico Brindisi, Scianaro (FdI): “Un settore che va potenziato e dotato di servizi adeguati
- Ad Aosta il primo seminario di governance transfrontaliera del PITER+ PARCOURS+
- L. Elettorale: Porta (Pd), blindata con la fiducia, indebolisce gli italiani all’estero
- Olio esausto, a Livorno si può portare anche al supermercato: il sistema di raccolta si amplia