(AGENPARL) - Roma, 16 Febbraio 2026(AGENPARL) – Mon 16 February 2026 Consiglio Straordinario Indennità Differite
Signor Presidente del Consiglio,
Colleghe e Colleghi Consiglieri,
oggi affrontiamo un tema che ha generato un
confronto acceso e, in alcuni momenti, anche
particolarmente
animato
dibattito
pubblico: la disciplina dell’indennità differita
dei Consiglieri regionali.
È giusto che l’attenzione sia alta. Quando si
interviene su norme che riguardano i
rappresentanti eletti dal popolo, il livello di
trasparenza richiesto deve essere massimo. La
credibilità delle istituzioni si misura anche
nella capacità di affrontare questi temi con
equilibrio, chiarezza e responsabilità.
Parto da un punto fermo.
Il principio contributivo non rappresenta
un’eccezione lucana. È un modello già previsto
nella maggior parte delle Regioni italiane,
amministrate sia dal centrodestra sia dal
centrosinistra, e nel Parlamento nazionale.
La Regione Basilicata, nel disciplinare la
materia, non introduce una singolarità, ma si
colloca in un quadro ordinamentale già
esistente nel Paese.
Si tratta di un tema collettivo, non di parte. E la
sua sede naturale è quest’Aula, chiamata oggi
a deliberare attraverso un confronto serio,
equilibrato e pienamente istituzionale.
Detto questo, non possiamo ignorare che il
percorso iniziale del provvedimento ha
evidenziato criticità. Alcune previsioni
necessitavano di una rivalutazione attenta.
Ho ritenuto doveroso sollecitare questa
revisione,
perché
quando
emergono
impostazioni non corrette o incerte, il compito
delle istituzioni è intervenire per chiarire e
correggere.
Oggi quella revisione prende forma in una
proposta condivisa dalla maggioranza che
interviene in modo netto su due aspetti
fondamentali.
In primo luogo, viene abrogata ogni previsione
di retroattività. La certezza del diritto e la
solidità dell’impianto normativo impongono
che le regole operino per il futuro, senza effetti
riferiti a legislature precedenti.
In secondo luogo, viene definitivamente
eliminato qualsiasi collegamento con il fondo
istituito con la legge regionale n. 37 del 2017.
Quel fondo ha una destinazione propria e non
può essere sovrapposto a istituti legati al
mandato elettivo. La separazione ora è chiara e
non lascia margini a equivoci.
Restano fermi, in modo inequivocabile, i tratti
essenziali della disciplina: l’adesione al
sistema è facoltativa; l’eventuale maturazione
può avvenire esclusivamente a fronte di
versamenti volontari effettivi; la decorrenza è
fissata a partire dal 2029; il diritto può maturare
solo al compimento del sessantacinquesimo
anno di età.
Sono elementi oggettivi, verificabili, che
consentono di restituire alla norma un
perimetro definito e coerente.
In queste settimane il dibattito pubblico è stato
intenso. Talvolta ha finito per screditare non
solo il testo, ma anche il principio stesso del
sistema contributivo, alimentando letture
parziali o strumentali. È proprio per questo che
era necessario riportare il confronto su basi
giuridiche solide e su scelte chiare.
Siamo in una fase del Paese non esente da
tensioni, anche per il clima che precede
importanti appuntamenti democratici, come il
referendum in materia di ordinamento della
magistratura e le prossime elezioni politiche
nazionali. In questo contesto, chiedo a
quest’Aula lucidità e garbo istituzionale. Il
clima pre-elettorale non aiuta ad affrontare
con equanimità provvedimenti, maggiormente
se di natura economica che riguardano i
rappresentanti eletti.
Auspico una discussione franca, di merito,
istituzionale. Una discussione che consenta ai
lucani di formarsi un giudizio completo e
consapevole.
Per quanto mi riguarda, ritengo che il ruolo del
Presidente sia quello di garantire equilibrio,
coerenza normativa e tutela dell’interesse
generale.
È in questa prospettiva che ho ritenuto
necessario favorire una revisione degli aspetti
critici e accompagnare una soluzione più
solida e condivisa.
E aggiungo un elemento personale, che
considero doveroso. La disciplina che oggi
discutiamo è fondata sulla libera adesione
individuale. Proprio per la natura del mio
incarico e per il momento che stiamo vivendo,
non intendo avvalermi di questo istituto.
Ritengo che, in questa fase, la priorità debba
essere quella di rafforzare la fiducia dei
cittadini nelle istituzioni, anche attraverso
scelte che testimonino sobrietà e senso di
misura.
Le istituzioni si rafforzano quando sanno
correggere ciò che non è sufficientemente
chiaro e quando pongono rimedio con
responsabilità.
Oggi abbiamo l’occasione di farlo.
Con rispetto verso quest’Aula e verso i cittadini
della Basilicata.
